La forza viva dell’architettura

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E’ bello festeggiare per il terzo anno di fila il primato nella classifica degli studi di Architettura per fatturato del Professor Norsa. Noi non lavoriamo per questo, ma è bello, ogni tanto, essere vanitosi e farlo alla presenza di tante persone che rappresentano la forza viva degli architetti italiani.

Lombardini22 è una comunità professionale molto concentrata: tutti sotto lo stesso tetto, a Milano, all’indirizzo che ci dà il nome. Ma è anche una realtà multiforme che conta oggi su una rete di relazioni nazionali e internazionali che vanno molto oltre il nostro luogo. Ed è questa rete di relazioni che ci dà energia e spinta a continuare in quello che facciamo, nel modo in cui lo facciamo.

Noi siamo soddisfatti di quello che siamo riusciti a fare con una politica di investimenti sulle persone, sulle competenze, sulla ricerca e sulla tecnologia.

Ma non basta. Il tema non è essere primi o quasi primi. Siamo in tanti molto vicini.

Il tema è che siamo dei nani in un mercato che ha bisogno, non dico di giganti, ma almeno di Biancaneve, di aziende normali che possano fare i conti con le richieste di un mercato sempre più maturo e articolato.

Abbiamo fatto due conti e ringrazio il Professor Norsa per la base di dati che ci mette a disposizione.

Il mercato Italiano dei primi duecento studi di architettura vale 400 milioni ed è molto frammentato. Anche aggregando i fatturati Italia più esterno, dal centesimo posto in giù ci sono studi che fatturano 1.300 mila euro e il duecentesimo fattura 540 mila euro. Per arrivare al 50% del mercato italiano bisogna sommare 36 studi, vale a dire il 18% del totale.

Qui Pareto non vale, la regola dell’80-20 non si vede. Anzi, per arrivare all’80% del mercato devo sommare 98 studi (il 50% del totale).

Piccolo è bello, perché hai il controllo della situazione. Ma diventa meno bello se non hai potere contrattuale, se non hai la possibilità di ragionare con i fornitori di Software che hanno una politica estrattiva, se non riesci a parlare con le Università per dialogare sulle sfide professionali del futuro, se ti deprimi guardando il 110% e ti rendi conto che questo provvedimento non risponde ai bisogni di vero rinnovamento degli immobili italiani e di fatto mette i professionisti in un ruolo molto marginale, se vedi scendere il valore della professionalità e la sua remunerazione.

Il mondo è cambiato e continua a cambiare molto velocemente.

Noi siamo i primi oggi.

Io non penso sia il momento di lamentarci, anzi, ma di pensare a cosa fare.

Noi abbiamo una responsabilità nei confronti del Paese: un Paese che ha di fronte sfide fondamentali, per la sostenibilità e per la trasformazione digitale.

Cosa possiamo fare per dare il nostro contributo di intelligenza e professionalità, per costruire un’Italia più bella e più adatta al mondo?

di Franco Guidi – ceo Lombardini22

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