La Dichiarazione di San Marino fissa i principi per lo sviluppo urbano

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Lo scorso ottobre, i governi presenti all’83 sessione del Comitato Unece (The United Nations Economic Commission for Europe) dedicata allo sviluppo urbano, all’edilizia abitativa e alla gestione del territorio hanno firmato la “San Marino Declaration” ovvero una serie di principi per la progettazione urbana e l’architettura sostenibile e inclusiva, da applicare alla progettazione di tutti gli edifici e gli sviluppi urbani.

San Marino Declaration (pdf).

La “Dichiarazione di San Marino” stabilisce l’obiettivo di progettare ogni città, infrastruttura urbana ed edificio in linea con una serie di principi integrati e indivisibili, volti a garantire:

 Centralità delle persone, responsabilità sociale e inclusività, promuovendo e sostenendo la responsabilità sociale e integrando la diversità e l’uguaglianza attraverso la dovuta considerazione dei bisogni di tutti gli individui e delle famiglie.

 Rispetto dell’identità culturale, dei valori e del patrimonio di luoghi, edifici e comunità.

 Efficienza delle risorse e circolarità, per limitare l’uso di energia e risorse e, per quanto possibile: utilizzare materiali riciclati; riutilizzare e riqualificare gli spazi; utilizzare l’acqua piovana e ridurre la produzione di acque reflue; incoraggiare la produzione di cibo attraverso l’agricoltura urbana, i frutteti e le foreste alimentari.

 Sicurezza e salute, aderendo a standard di qualità riconosciuti a livello internazionale; fornendo sistemi di mobilità e di trasporto sicuri e sostenibili, compresi quelli ferroviari, stradali, fluviali e portuali, nonché garantendo spazi accessibili per passeggiate e incontri, aree verdi e foreste.

 Rispetto della natura e dei sistemi e processi naturali attraverso una progettazione che rispetti le piante, gli animali, gli altri organismi e gli habitat naturali. Ciò implica la realizzazione di valutazioni di impatto ambientale ex-ante, la creazione di spazi per la biodiversità, l’utilizzo di materiali naturali e di processi di produzione, assemblaggio e smantellamento a basso impatto.

 Neutralità climatica attraverso la progettazione e la riqualificazione urbana, adottando soluzioni creative che riducano l’inquinamento e l’uso di energia, eliminando gradualmente i sistemi di mobilità non sostenibili e integrando sistemi di generazione di energia verde nella progettazione delle città e degli edifici.

 People-smartness, sfruttando le nuove tecnologie e la connettività per migliorare la vivibilità di tutti, compresi i gruppi socialmente più svantaggiati, per rafforzare la trasparenza e ridurre la corruzione.

 Resilienza, durabilità, funzionalità e lungimiranza, per rafforzare la resilienza alle catastrofi, soprattutto nel contesto dei cambiamenti climatici, e per rendere gli edifici e le infrastrutture durevoli e flessibili, incorporando l’adattabilità spaziale per adattarsi a nuove condizioni e utilizzi nel tempo.

 Accessibilità e costo contenuto per tutti i cittadini.

 Cooperazione interdisciplinare e creazione di reti per favorire la convivenza, il coinvolgimento della comunità, la solidarietà e la coesione sociale, tenendo conto delle diverse esigenze dei cittadini.

 Impegno, attraverso la consultazione e la partecipazione delle comunità locali e delle parti interessate, per promuovere la fiducia, garantire la rispondenza ai bisogni e consolidare la proprietà condivisa del futuro della città.

di Danilo Premoli – Office Observer
Archivio Architettura
 

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