Il labirinto più grande del mondo e il bambù

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Il Labirinto della Masone, il più grande del mondo, nasce a Fontanellato (Parma) da un’idea di Franco Maria Ricci, editore, collezionista d’arte, bibliofilo, e da una promessa da lui fatta nel 1977 allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, affascinato da sempre dal simbolo del labirinto, sia in chiave esoterica che come metafora della condizione umana. Aperto dal 2015, è un dedalo verde disteso su otto ettari di terreno, da lui progettato con gli architetti Pier Carlo Bontempi, che ha eseguito i sorprendenti edifici, e Davide Dutto che ha progettato la geometria del parco.

Sabato 15 e domenica 16 ottobre il Labirinto della Masone ospita la settima edizione di “Under the Bamboo Tree”, manifestazione annuale interamente dedicata al bambù: due giornate per celebrare le virtù di questa pianta, cuore pulsante di questo dedalo, costruito con quasi 300.000 piante di bambù che appartengono ad una ventina di specie diverse dalle molteplici qualità: è sempreverde, non necessita di particolari cure ed attenzioni ed è molto robusto; il suo fitto apparato radicale lo rende una solida barriera naturale contro rischi di smottamenti e frane, possiede un’ottima capacità di trattenere l’acqua; cresce rapidamente, e grazie a questo sviluppo è in grado di assorbire elevate quantità di anidride carbonica, rilasciando altrettanto ossigeno nell’aria.

Il bambù è un’essenza che sta diventando sempre più centrale nell’ambito della sostenibilità e della lotta alla crisi climatica, ed è ormai utilizzato in svariati ambiti, dall’architettura all’alimentazione. Per raccontare le tante anime del bambù, “Under the Bamboo Tree” si svilupperà attraverso diverse variazioni sul tema: installazioni, performance e presentazioni. I visitatori verranno accolti nella corte di ingresso dalla performance di arrampicata firmata Traberproduktion: l’artista Georg Traber si cimenterà nella costruzione di una struttura alta tredici metri composta da quarantasette sottili pali vegetali annodati insieme da corde. Con movimenti lenti e calibrati, ogni palo verrà legato all’altro andando a formare prima il basamento e poi una torre che svetta verso il cielo.

La seconda corte, invece, si trasformerà in un vero e proprio bosco di bambù grazie all’installazione, ad opera dei Vivai Michelucci, realtà di Pistoia specializzata nella produzione e coltivazione di bambù e graminacee perenni. La Piazza della Piramide accoglierà nelle aiuole che incorniciano la corte, diverse installazioni e al centro della piazza verrà realizzata una struttura in bambù ad opera di Canya Viva, collettivo nato nel 2016 che propone un metodo costruttivo sostenibile ed ecocompatibile incentrato sull’utilizzo di materiali naturali. Verranno presentati anche i progetti finalisti e il vincitore di Bamboo Student Contest, competizione annuale dedicata a tutti gli studenti dell’Università di Bologna indetta dal Dicam Dipartimento di ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materiali. Per questa edizione, è stato chiesto agli studenti di progettare una struttura che sostituisca una pensilina per il posteggio biciclette della sede storica di ingegneria, utilizzando il bambù come materiale principale.

Si consiglia di prenotare l’ingresso sul sito labirintodifrancomariaricci.it.

di Danilo Premoli – Office Observer
Archivio Architettura

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