Idealista: sempre più 30enni vanno a vivere in condivisione

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Un revival due punto zero delle comuni anni ’70; l’emulazione tardiva dei fan della sitcom Friends che spopolava tra giovanissimi, giovani e diversamente giovani tra la fine degli anni 90 e il primo quinquennio del 2000; o semplicemente la voglia della generazione di neolaureati e lavoratori precari di affrancarsi dalla tutela parentale, scrollandosi di dosso il marchio di bamboccioni e sbattendo la porta di casa – o anche semplicemente accompagnandola – per andare a vivere da soli?

C’è un po’ di tutto questo nella tendenza emergente, ed evidenziata da uno studio realizzato dal sito Idealista.it, secondo cui la domanda di stanze singole in appartamenti condivisi è un fenomeno in forte aumento in tutta Italia, con una distribuzione geografica abbastanza lineare in tutte le principali città della Penisola, e caratteristiche degli inquilini assai simili da Nord a Sud e viceversa.

Un aspetto emerge però dall’analisi. Quella di vivere in condivisione non è solo una scelta di vita, ma anche un compromesso con la disponibilità economica e la capacità di spesa dei 30enni. D’altronde bisogna ammettere che – e chiunque abbia convissuto con amici durante il periodo di studi ne converrà – per convivere e accettare i compromessi della convivenza amicale o di colleganza essere giovani aiuta. Un trentenne è tendenzialmente meno choosy (a dispetto di quanto disse l’ex ministro del Lavoro del governo Monti, Elsa Fornero) di un quarantenne. Il quale è per contro più cosciente del fatto che, se non è difficile trovare accordo su grandi temi e ideali, l’equilibrio della convivenza rischia di saltare su mine all’apparenza molto più insignificanti e insidiose, come un tubetto di dentifricio strizzato e non tappato abbandonato sul lavandino, o l’imboscarsi di uno dei coinqilini durante i turni di lavaggio stoviglie.

I dati della ricerca

Secondo i dati di Idealista, nei primi sei mesi del 2016 le ricerche di stanze singole in affitto in Italia sono cresciute del 48% rispetto allo stesso periodo del 2015, a quota 4,8 milioni. Al crescere della domanda, i proprietari hanno reagito con un aumento del canone d’affitto, inflazionato del 4,1% in un anno, e attestato su una media di 308 euro al mese.

Affittare una camera singola costa di più in tutte le zone dove ai nuovi coinqulini 30enni e ai giovani professionisti si somma la tradizionale domanda da parte di studenti, come Roma (+0,6% rispetto alla media), Milano (+1,5%) e Napoli (+2,5%).

In termini assoluti è Milano la città con le stanze più care, attorno ai 412 euro di media; seguono Roma con 387 euro e Firenze con 360 euro. Le soluzioni più economiche si trovano a Lecce e Benevento, dove la richiesta è di 188 euro al mese, seguite da Reggio Calabria con 176 euro e Teramo, fanalino di coda con 171 euro.

Il profilo di chi condivide un appartamento

Complice il caro-affitti in molte delle principali città italiane si continua a vivere con amici e colleghi anche dopo la fine degli studi. Il profilo tipo ha in media 30 anni, un anno in più rispetto al 2015. A Roma, Firenze e Genova l’età media sale a 32 anni, a Milano si toccano i 30, a Bari i 29, a Napoli e Bologna si attesta sui 28 anni. La convivenza dura meno solo in alcune città a misura di studente come Pisa, Perugia (entrambe con una media di 27 anni), Pavia (26 anni) e Siena (25 anni) .

Si tratta di persone che vivono nelle aree semi centrali o centrali delle grandi città, non fumano ma nella maggior parte dei casi tollerano coinquilini fumatori, non possiedono e non vogliono animali domestici (73% dei casi). Nel 75% delle case in condivisione convivono uomini e donne, nel 19,5% si tratta di sole donne e nel 4,5% solo uomini.

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