Cosa otterrà il mercato immobiliare di New York dal nuovo rescue plan

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“Nessuno avrebbe potuto prevederlo. Né gli economisti né gli agenti immobiliari né tantomeno i costruttori edili statunitensi. Ma la pandemia ha causato una corsa emozionale verso il mercato immobiliare come mai prima d’ora”. Si tratta di un’affermazione pronunciata durante un programma trasmesso da Cnbc, che ribalta le aspettative del mercato immobiliare statunitense, e in particolare newyorkese, rispetto agli effetti della pandemia da Covid19.

A Manhattan, secondo quanto riportato da Miller Samuel, per il terzo mese consecutivo la somma annuale dei contratti preliminari firmati per gli immobili residenziali (co-op, condo e case familiari) è aumentata. Manhattan era rimasta indietro durante l’estate, ma con l’ingresso nel nuovo anno sembra che stia recuperando terreno. Per il 5° mese consecutivo i nuovi annunci sono in calo anno su anno, sopraffatti dall’aumento dei livelli di vendita.

In particolare, secondo le nostre rilevazioni sul mercato del lusso (QUI i dati), sono stati 38 gli immobili venduti a partire dai 4 milioni di dollari nel mese di gennaio 2021, 45 in meno rispetto al mese precedente. Il prezzo medio di vendita è stato di 8.493.335 dollari, in ribasso del 4% rispetto al mese precedente, in calo anche il prezzo mediano di vendita -16% rispetto a dicembre 2020, a 5.770.000 dollari.

Il fattore di negoziabilità, ovvero lo sconto medio dall’ultimo prezzo richiesto, è stato del 14,23%, in rialzo rispetto al 10,76% del mese precedente. Praticamente invariato invece il ritmo delle vendite in quanto i giorni di presenza sul mercato registrano solo un leggerissimo aumento, 257 contro i 254 di dicembre 2020.

Sul fronte affitti sono più che raddoppiate le locazioni a Manhattan. I conduttori stanno tornando a New York City, a grandi numeri. Grazie a dei livelli di concessioni quasi da record, canoni ribassati e un’offerta molto ampia il mese scorso il numero dei contratti di locazione è cresciuto fino a toccare il record per il mese di febbraio dalla crisi finanziaria del 2008.

Quali effetti del nuovo Rescue plan firmato dal presidente Biden

Il presidente Joe Biden ha siglato un Rescue plan da 1.900 miliardi di dollari, il terzo provvedimento dall’inizio della pandemia e potenzialmente uno dei più grandi piani di aiuto economico consecutivo della storia degli Stati Uniti. Il piano approvato dal Congresso include, tra l’altro, una discreta somma di denaro che sarà direttamente messa a disposizione di New York City.

Per essere precisi si tratta di 6 miliardi che saranno utilizzati in diversi modi, come ad esempio: assegni di ristoro, credito d’imposta per le famiglie Child , aiuti per la MTA (la società che gestisce i mezzi pubblici) ed ovviamente per la campagna vaccinale.

Il sindaco di New York, Bill De Blasio, ha fatto notare come questo provvedimento “cambi la partita” per la città, “Ci saranno fondi per i vaccini, per le scuole che dovranno riaprire a settembre e per aiutare i nostri ristoranti a sopravvivere e rinascere”.

Riaprono i ristoranti al 50% della capienza

I ristoranti di New York City procedono spediti verso la riapertura, il governatore dello Stato, Andrew Cuomo, ha annunciato che dal 19 marzo i ristoranti potranno portare al 50% la propria capacità per il servizio all’interno dei locali.

Queste le dichiarazioni del governatore: “nello stato di New York le nostre decisioni si basano su fatti scientifici e dati certi ed il continuo calo dei casi delle ospedalizzazioni ci da speranza”.

I ristoranti hanno sofferto molto a causa delle restrizioni. Un recente sondaggio della New York State Restaurant Association ha rilevato che il 27% dei ristoratori di New York senza aiuti finanziari avrebbe “probabilmente” o “sicuramente” chiuso entro tre mesi.

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