Visco: “Rafforzare operatività per riportare in bonis gli Utp”

Pubblichiamo uno stralcio dell’intervento del Governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco, durante l’assemblea annuale dell’Associazione Bancaria Italiana, con particolare attenzione alle questioni che riguardano l’immobiliare e in particolare il credito immobiliare.

In Italia, come nelle altre principali economie, nei primi mesi del 2018 l’attività economica ha rallentato. I segnali di decelerazione si sono estesi alla primavera. La fiducia delle famiglie e delle imprese si mantiene però su livelli elevati; indicazioni positive provengono anche dall’espansione dei prestiti bancari e dal miglioramento del mercato del lavoro.

La qualità del credito

Il proseguimento della crescita dell’economia determina un progressivo miglioramento della qualità del credito bancario. L’incidenza delle esposizioni deteriorate, al netto delle rettifiche di valore, sul complesso dei prestiti dell’intero sistema, calata di circa quattro punti percentuali tra il picco del 2015 e la fine dello scorso anno, si è ridotta ancora di quasi un punto percentuale nel primo trimestre di quest’anno, al 5,3%. L’ammontare dei prestiti deteriorati netti è sceso a poco più di 110 miliardi, dai 200 di fine 2015; circa la metà è rappresentata da esposizioni classificate come inadempienze probabili (Utp, ndr), per una parte delle quali è possibile un rientro in bonis (…).

La segnalazione analitica sulle sofferenze avviata due anni fa dalla Banca d’Italia sta determinando progressi significativi in questa direzione. I margini di miglioramento sono però ancora ampi, soprattutto per gli intermediari di minore dimensione e per i dati relativi alle perizie immobiliari. L’impegno per colmare i ritardi deve essere massimo (…).

Esecuzioni immobiliari

Negli ultimi anni si sono registrati miglioramenti anche nella durata delle procedure giudiziarie di recupero dei crediti. Le evidenze relative alle fasi iniziali delle esecuzioni immobiliari mostrano che le riforme del 2015-16 stanno contribuendo a ridurre la durata delle operazioni.

La lunghezza della fase precedente la vendita dei beni è diminuita di circa un decimo (da 27,5 a 24,5 mesi) e quella della fase di vendita si è quasi dimezzata (da 41,5 a 23,5 mesi). Ciò nonostante, i tempi di recupero complessivi rimangono elevati (…). E’ possibile migliorare l’efficienza del sistema giudiziario con interventi di natura organizzativa, come suggerito dall’ampia variabilità della durata delle procedure esecutive immobiliari tra i diversi tribunali (…).

Ulteriori benefici potrebbero derivare dalla prossima istituzione del registro elettronico delle procedure esecutive immobiliari, di quelle di insolvenza e degli strumenti di gestione delle crisi; i lavori, ai quali la Banca d’Italia sta contribuendo, sono in fase avanzata (…).

Il rafforzamento delle iniziative volte ad accrescere la possibilità che le inadempienze probabili rientrino tra i crediti in bonis è essenziale. Il loro successo richiede competenze tecniche e modalità operative diverse da quelle per la gestione delle posizioni in sofferenza. È bene che nasca un mercato anche per questa tipologia di esposizioni e che le banche si attivino per definire accordi con fondi specializzati in interventi di ristrutturazione (i fondi di turn-around), in grado di offrire alle imprese le risorse manageriali e finanziarie necessarie per il rilancio (…).

Lavoro

Sebbene la disoccupazione resti ancora al di sopra del 10%, l’occupazione ha superato i valori massimi osservati prima della doppia recessione. Nei mesi più recenti il suo aumento ha riguardato sia la componente a termine sia, in misura minore, quella a tempo indeterminato.

Crescita

Nella maggior parte delle previsioni formulate da istituzioni nazionali e internazionali, la crescita in Italia rimarrebbe superiore all’1% nella media del triennio 2018-2020. Questo scenario presuppone un orientamento monetario accomodante, condizioni finanziarie distese e un contesto globale favorevole (…).

Quantitative Easing

Lo scorso mese di giugno il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha riconosciuto i progressi compiuti nella direzione di un rialzo durevole del profilo d’inflazione nell’area dell’euro, progressi connessi con l’aumento dell’occupazione, il maggiore utilizzo della capacità produttiva, l’accelerazione dei salari, il recupero delle aspettative sulla crescita dei prezzi. Pur riconoscendo che i margini di incertezza restano ampi, si è quindi deciso di ricalibrare le misure di acquisto di attività finanziarie, mantenendo comunque un elevato grado di accomodamento monetario al fine di conseguire pienamente l’obiettivo di stabilità dei prezzi (…).

Questo atteggiamento prudente è necessario anche per contrastare il rischio di repentini aumenti dei rendimenti a lungo termine e della volatilità nei mercati finanziari.

Debito pubblico

Date le prospettive di crescita e di progressivo recupero dell’inflazione, l’Italia è in grado di fronteggiare i graduali cambiamenti nel tono della politica monetaria (…). Il conseguimento di un tasso di crescita soddisfacente e stabile è però ostacolato dalla dinamica ancora troppo debole della produttività, dalle inefficienze e dalle rigidità del contesto in cui operano le imprese e dall’elevata incidenza del debito pubblico sul prodotto.

Affrontare tali vulnerabilità richiede di continuare a mettere in atto riforme organiche e politiche di bilancio equilibrate, necessarie altresì per conservare la fiducia delle famiglie, delle imprese e degli investitori.

Le tensioni registrate di recente nel mercato finanziario italiano mostrano l’importanza di un orientamento prudente e bilanciato nella politica economica (…).

Riforme

In Italia le riforme hanno perso slancio per i timori sui costi, spesso immediati, e i dubbi sui benefici, che maturano gradualmente e con tempi relativamente lunghi. In queste condizioni, davanti a una nuova crisi saremmo oggi molto più vulnerabili di quanto lo eravamo dieci anni fa (…).

Il disegno riformatore sarà efficace se saprà individuare gli strumenti più adatti, definendo un percorso realistico di obiettivi e scadenze intermedie e finali, mantenendo il percorso di riduzione del debito pubblico ed evitando un’inversione di tendenza nell’aggiustamento del saldo strutturale, pur valutando quale sia la dinamica temporale più adatta (…) verrà valutato in base all’aggiornamento delle previsioni e in stretto contatto con i nostri interlocutori europei.

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