In centro a Bologna palazzo Bentivoglio diventa spazio espositivo

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Inaugurato in occasione di Arte Fiera 2020 a Bologna, il nuovo spazio espositivo all’interno di Palazzo Bentivoglio, una delle dimore storiche cinquecentesche più importanti della città, porta la firma dello studio Antonio Iascone & Partners, che su iniziativa dei proprietari ha recuperato una parte del patrimonio storico per restituirlo alla città, dopo un lungo periodo di abbandono.

Completati i lavori di restauro del piano nobile, la famiglia proprietaria del palazzo, appassionata d’arte, ha deciso di intervenire anche sui grandi sotterranei, circa 700 mq con l’obiettivo di ricavarne degli spazi espositivi idonei e tecnologicamente predisposti ad ospitare mostre ed eventi di carattere temporaneo legati al mondo della cultura e dell’arte. L’intervento è stato studiato dai progettisti con la volontà di conservare lo spazio in tutte le sue caratteristiche originali, introducendo pochi elementi di spiccata contemporaneità in grado di assolvere a tutte le funzioni richieste dalla nuova destinazione d’uso e, al contempo, di creare un contrasto tra l’antico e il nuovo nell’ottica di una reciproca valorizzazione.

Il recupero ha puntato alla creazione di un nuovo accesso in grado di segnalare, anche esternamente, la presenza dello spazio espositivo, introducendo un volume in ottone brunito chiuso da un cancello e da una grande porta vetrata, aprendo così visivamente l’interno al visitatore. La scala di accesso è stata poi ripensata, sia per consentire una discesa in sicurezza, visto che quella originale era ripida e sconnessa, sia per valorizzare l’ingresso agli ambienti restaurati.

Le pareti e le volte interne sono state volutamente conservate nel loro aspetto originale, senza interventi strutturali, procedendo solo con un’idropulizia a bassa pressione, mentre per la nuova pavimentazione interna, considerato l’obiettivo di rendere fruibili gli spazi in sicurezza e ipotizzando di utilizzarla anche per contenere gran parte degli impianti, è stato pensato un intervento completamente reversibile con la realizzazione di una pedana sovrapposta al pavimento originale, totalmente conservato, che è stato coperto con una membrana di separazione/protezione con la funzione di microventilazione alla quale è stato sovrapposto un getto di calcestruzzo alleggerito, completato con un sistema di pavimento radiante e un rivestimento in lastre di acciaio naturale acidato, trattato con un protettivo antiruggine opaco. La pavimentazione originale, valorizzata da un sistema d’illuminazione nascosto sotto la nuova pedana, risulta visibile grazie al vuoto lasciato lungo tutto il perimetro murario.

L’illuminazione è stata progettata e realizzata appositamente per questi spazi con l’obiettivo di garantire la massima flessibilità nella gestione della luce, in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di esposizione. Nel pieno rispetto dell’identità della struttura esistente, l’intervento ha complessivamente utilizzato elementi contemporanei che presentano un linguaggio unitario monocromatico, rendendo leggibile l’idea che il nuovo fosse quasi una macchina espositiva sviluppata all’interno di una “scatola” storica. È previsto un successivo ampliamento dello spazio in due ulteriori sotterranei attigui, con un aumento di superficie che porterà la struttura a superare i 1000 mq.

di Danilo Premoli – Office Observer
 

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