Turismo: i viaggiatori stranieri non arrivano e si sente sui conti

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L’effetto Covid-19 continua a pesare sul turismo, che si conferma tra i settori più colpiti, se non il più colpito, dalla pandemia. Non dovrebbe essere un fatto sorprendente: la necessaria immobilità imposta dai lockdown e dalle misure di contenimento del contagio ha un effetto diretto sul settore. Ciò non impedisce però che faccia male. Anche perché il rimbalzo, più una speranza che una previsione, di cui si parlava con timida speranza nei primi mesi di diffusione del virus, non c’è stato. E difficilmente ci potrà essere a breve. In Italia la situazione è ora relativamente sotto controllo, ma altrove – Usa, Brasile e India contano milioni di contagiati e centinaia di migliaia di morti – si è in pieno bailamme. In Grecia e Spagna lo spettro di una seconda ondata di contagi si fa sempre più concreto. Anche nell’efficiente Germania l’allerta resta alta e gli stop and go del lockdown si susseguono.

Il rapporto sul turismo internazionale della Banca d’Italia

I numeri contenuti nell’aggiornamento del Rapporto sul turismo internazionale di Banca d’Italia sono molto netti: a maggio, la bilancia dei pagamenti turistica ha registrato un esiguo avanzo di 87 milioni di euro, a fronte di un saldo positivo di 2,1 miliardi nello stesso mese dell’anno precedente. Le spese dei viaggiatori stranieri in Italia (482 milioni di euro) sono diminuite dell’87,9%;. Anche quelle dei viaggiatori italiani all’estero sono in picchiata, scese del 79,4% a 395 milioni per cento. Nel periodo che va da marzo a maggio, la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è calata dell’87,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e quella dei viaggiatori italiani all’estero del 79%.

Coldiretti fa i conti sul turismo in agosto

La stagione estiva, in particolare in agosto, sarà caratterizzata dall’assenza di otto milioni di viaggiatori stranieri, che avevano prenotato lo scorso anno. Il calcolo è stato realizzato da Coldiretti, secondo cui l’assenza di stranieri in vacanza in Italia avrò enormi ripercussioni sul giro d’affari delle località turistiche del Belpaese, in particolare sulle città d’arte che risentono più notevolmente della loro mancanza.

Si tratta peraltro di un gap che non verrà compensato dal turismo domestico: in agosto saranno 21,1 milioni gli italiani in ferie, l’11% in meno rispetto allo scorso anno (-11%). A giugno il risultato era di -54% e a luglio del -23%.

Far ripartire il turismo

Trovare misure in grado di far ripartire il settore, che con l’indotto genera il 13% circa del Pil è una priorità. Senza dimenticarsi peraltro dell’importanza che hanno ormai assunto le forme di ricettività alternativa come lo short rent.

Una priorità non tanto in ottica estiva – la stagione appare ormai compromessa – ma con un occhio a un periodo più esteso. Le mancette a pioggia di cui il governo in carica si è dimostrato assai prodigo, al di là delle polemiche sui “poveri parlamentari” detentori di partita Iva che hanno richiesto il bonus 600 euro (del tutto legittimamente anche se dimostrandosi miserrimi), sono spesso più dannose che inutili.

Serve un sostegno finanziario alle imprese del settore, che sia facile da ottenere, a costi ridotti se non ridottissimi per le imprese (anche quelli ammiistrativi-burocratici), e a tempo determinato. E serve un marketing territoriale livello di sistema, in grado di far sentire al sicuro i viaggiatori, soprattutto quelli internazionali.

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