In Toscana un’architettura quasi invisibile

805

Il progetto di Ubik Architecture di Firenze per la cantina vinicola “Il Quinto” di Magliano in Toscana, Grosseto, ha assunto alla base della composizione due vincoli: uno imposto dalla committenza ed uno dalla Soprintendenza: mentre la prima aveva espresso la volontà di rendere virtualmente invisibile l’intero edificio dai casali preesistenti, la Soprintendenza imponeva la necessità di integrare l’intervento con il paesaggio.

Il risultato è un progetto di duemila metri quadrati completamente integrato nella collina seguendone la pendenza, utilizzando la viabilità locale come punto di partenza per quella nuova, dove l’unico elemento visibile dai casali preesistenti è solamente l’ingresso. Il progetto diviene dunque da un lato parte integrante del paesaggio e dall’altro un luogo da scoprire poco a poco, rifuggendo ogni atteggiamento di tipo monumentale.

L’ampliamento si sviluppa su 3 livelli sfalsati tra di loro le cui attività principali sono: tinaia e lavorazione al livello 1; barricaia e stoccaggio al 2; ingresso e uffici al livello 3. La dimensione delle finestrature dei fronti emersi sono dettate dal rispetto della normativa prevista in materia di salubrità nei luoghi di lavoro. L’edificio è collegato da un tunnel totalmente interrato con il corpo di fabbrica esistente.

Gli elementi che caratterizzano la cantina sono sostanzialmente: la facciata, rivestita in pietre a spacco; gli infissi e gli elementi metallici in vista in colore corten, che si integrano con le cromie dell’intorno; le coperture verdi, progettate in modo da garantire gli spessori adeguati per piantumare essenze arbustive locali ed autoctone, evitando le specie a verde intensivo che poco si adattano ai colori ed alla stagionalità delle campagne circostanti.

Il manto delle strade e dei piazzali di manovra, realizzati in depressione rispetto all’orografia, così da poter essere schermati con essenze vegetali, saranno in ghiaia stabilizzata per garantire la carrabilità del manto stesso e l’ottimale rispondenza alla volontà di integrare i nuovi percorsi con quelli rurali esistenti.

di Danilo Premoli – Office Observer
 

Nessun Commento