Teppa: “Al rush finale la commercializzazione di Maximo Shopping Arena”

“E’ il progetto di settore più importante in corso di realizzazione in Italia; l’obiettivo è di portarlo a termine per per l’apertura entro il quarto trimestre del 2019”. Lo ha detto a Requadro tra gli stand di Mapic Italy, Massimo Teppa, responsabile commerciale e del coordinamento con il team tecnico di Parsec 6, parlando di Maximo Shopping Arena, centro commerciale a Sud di Roma, zona Laurentino, che la società sta sviluppando.

Non è una storia semplice quella di Maximo. Partito a inizio decennio, il progetto ha subito ripetuti intralci che ne hanno rallentato la realizzazione. In particolare hanno pesato le vicissitudini del costruttore Parnasi, inizialmente incaricato dello sviluppo, che hanno convinto il gruppo Unicredit, principale finanziatore, a prendere in mano le redini del progetto. La banca di pizza Gae Aulenti ha di fatto rilevato gli attivi delle società del gruppo Parnasi poste in liquidazione, che gestiscono diversi progetti, tra cui appunto la Parsec.

“L’attività di commercializzazione è ricominciata a pieno ritmo – spiega Teppa – e ha già superato il 50%. Di nomi preferisco non farne, visto che siamo in definizione di contratto, ma posso dire che le principali ancore sono già individuate e contrattualizzate, manca solo la firma, e nemmeno in tutti i casi”. I nomi che circolano sono i soliti noti del mondo della grande distribuzione. “I marchi importanti non mancano”, ribadisce Teppa. Molto probabilmente mancherà solo Zara, secondo quanto risulta a Requadro, infatti, la società del gruppo Inditex avrebbe un’esclusiva con un competitor di Maximo che insiste su un bacino simile.

Obiettivo di Unicredit, ovviamente, è quello di valorizzare l’investimento che si è trovata in pancia. “Maximo ha tutte le caratteristiche per riuscirci: si tratta un prodotto prime, interessante anche per investitori internazionali”, i quali sarebbero proprio il target cui il progetto punta.

Quali sono le caratteristiche di un prodotto prime? “Fondamentali eccellenti (location, bacino di utenti, infrastrutture, viabilità, ecc…) – spiega Teppa – Qualità dell’edificio, soprattutto in termini di efficienza energetica; giusto mix merceologico, non solo di marchi e insegne, ma anche di attività di svago (sono presenti cinema, palestra e un family entertainment center) e, naturalmente, è sempre più importante la food court”.

Maximo si presenterà come una vera e propria destinazione, per gli acquisti come per il tempo libero e la socialità, con la capacità di attrarre un ampio bacino di utenza stimato in 3,5 milioni di abitanti nei 40 minuti di percorrenza. Su oltre 60.500 mq di Gla distribuiti su tre livelli l’offerta comprenderà 165 negozi, di cui 30 ristoranti – bar e 10 medie superfici, un ipermercato, un cinema multisala, un fitness center all’avanguardia e due ampie zone focalizzate sulla ristorazione.

La strategia non si discosta da quella imperante per gli operatori di settore: trasformare il centro commerciale in un luogo da vivere, e non solo di shopping o, come dicono un po’ pomposamente gli esperti di marketing, trasformare l’attività dell’acquisto in un’esperienza. Per diventare un luogo vissuto e non solo da compere, Maximo punta anche sullo spazio esterno: “E’ prevista la realizzazione di una grande piazza pubblica, che in effetti manca in zona, dove verranno organizzati eventi aperti al pubblico”.

L’investimento complessivo supera 300 milioni di euro, quanto al rendimento “già sotto il 5% sarà un successo, anche se la speranza è scendere sotto il 4,75%”.

Un settore in cerca di una bussola

Per quanto riguarda l’andamento più generale del settore, secondo Teppa, “stiamo vivendo una fase di enorme e profonda trasformazione. E nessuno sa bene in che direzione si evolverà. Su un’orizzonte più vicino, negli ultimi 4 mesi si è registrata una diminuzione delle transazioni, bilanciata però da un aumento di scambi sull’high street. Più in generale a soffrire maggiormente sono i centri secondari”.

La tecnologia potrà aiutare a far ritrovare verve al settore? “Parlando degli sviluppi tecnologici che avranno quasi certa e importante applicazione si possono individuare tre linee principali – dice il manager di Parsec – Il primo riguarda la segnaletica digitale, compresa l’interazione con i dispositivi mobili dei clienti; su cui tutti si stanno già muovendo. La seconda porta verso una maggiore flessibilità degli immobili commerciali, il cui layout deve potere essere riorganizzato in tempi brevi e con costi bassi. L’ultima, anch’essa sul tema immobiliare – conclude Teppa – riguarda invece i magazzini e la loro gestione, anche informatica, con lo stoccaggio che guadagna metri quadri sullo spazio espositivo, con il diffondersi di modalità di distribuzione pick & pay”.

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