Stress test, bocciate 68 banche tedesche: pesa il mattone

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Sono 68 su un totale di 1.550 le banche tedesche di piccola e media dimensione che non sono riuscite a superare gli stress test della Bundesbank. Praticamente, quasi 1 banca su venti. E non è poco, sebbene si tratti di istituti minori, ossia con asset inferiori a 30 miliardi di euro, e pertanto non sottoposte a vigilanza della Bce. Lo scrive il sito di informazione finanziaria Finanzaonline.

Secondo quanto scritto nelle note di accompagnamento all’esame della Buba, “gli stress test mostrano che le banche dovrebbero valutare molto attentamente il modo in cui sono preparate a fronteggiare i rischi. Il messaggio del nostro sondaggio e dei nostri stress test alle banche e alle casse di risparmio è il seguente: se volete salvaguardare la dinamicità nel lungo termine, dovete farvi trovare pronte”, nel caso in cui arrivino eventuali crisi.

Le condizioni attuali non sono confortanti: in generale, le banche tedesche continuano a scontare un contesto di bassa redditività in un mercato frammentato, che è stato esacerbato da tassi di interesse molto bassi, se non negativi (a causa della politica monetaria di stimoli straordinari lanciata dalla Bce di Draghi). Tanto che dal sondaggio emerge che i profitti al lordo delle tasse degli istituti monitorati potrebbero scendere nell’arco dei prossimi cinque anni del 9%.

Come scenario avverso, è stato scelto quello che si presenterebbe in caso di choc dei tassi – un eventuale rialzo dei tassi da parte della Bce di Mario Draghi – e sul mercato immobiliare: praticamente, le 68 banche bocciate avrebbero difficoltà a sopravvivere a una sfida del genere.

Sale il rischio immobiliare

I test hanno gettato un’ombra sulle condizioni del mercato immobiliare in Germania e sul legame tra mattone e banche. Insomma, anche i tedeschi faticano a imparare dal proprio passato. La Buba segnala inoltre che i prezzi residenziali sono balzati di circa il 50% dal 2015, a fronte di una crescita del credito erogato a piccole e medie imprese salito del 5% circa.

In soldoni, la Bundesbank non intravede al momento una bolla immobiliare, ma non può non sottolineare come, tra le istituzioni finanziarie, vi sia una crescente propensione ad assumere rischi più alti.

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