Stare a parlare del nulla

Dove è finito lo sblocca cantieri? Il decreto, approvato (salvo intese) lo scorso 20 marzo (mercoledì) dal Consiglio dei ministri, si deve essere perso tra i faldoni impilati sulla scrivania di qualche segreteria.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, aveva affermato che il decreto sarebbe stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il venerdì successivo all’approvazione; poi entro la settimana seguente; poi ancora entro la settimana del 4 aprile, quando il Cdm ha approvato (salvo intese) il secondo decreto sperso tra le nebbie delle camerille governative, il decreto crescita…

Nonostante dello sblocca cantieri non si conosca la versione definitiva, peraltro, sono circolate alcune bozze, commentate da più fonti, anche di quelle tradizionalmente considerate autorevoli, che si sono lanciate in previsioni sulle possibili ricadute economiche del provvedimento.

In realtà si sono sprecati fiato, inchiostro e pixel. Secondo il Messaggero, infatti, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che attende ormai da settimane i due testi approvati per la firma, avrebbe richiesto all’esecutivo di stringere i tempi e soprattutto di sottoporre a un nuovo esame in Cdm i provvedimenti nella loro forma definitiva.

Nell’attesa della pubblicazione, evidentemente, le “intese salvate” sono state più numerose del previsto, e ai decreti originari si sono aggiunte tutta una serie di norme, anche molto rilevanti, sui temi più disparati. E non finisce qui: il Def, approvato il 10 aprile, incorpora nelle previsioni di crescita gli effetti dei due decreti in stand-by.