Altre Stanze, Bankitalia mette in mostra l’arte contemporanea a Frascati

A poco meno di venti anni dall’inaugurazione del Centro Donato Menichella di Vermicino, la città di Frascati ospita la mostra Altre Stanze nata dalla collaborazione tra la Banca d’Italia e il museo tuscolano delle Scuderie Aldobrandini. Per la prima volta la Banca ha deciso di esporre e far conoscere al grande pubblico la sua collezione di arte contemporanea, mai presentata prima.

“Frascati ha accolto con slancio l’iniziativa confermandosi ancora una volta luogo ideale per accogliere, in una cornice preziosa come gli spazi espositivi progettati dall’architetto Massimiliano Fuksas, la collezione che rappresenta uno spaccato significativo dei linguaggi artistici italiani degli anni Cinquanta e Sessanta”, ha dichiarato il sindaco della città di Frascati, Roberto Mastrosanti.

Mostrando la propria Collezione d’arte la Banca d’Italia ha voluto offrire al vasto pubblico la possibilità di conoscere e apprezzare gli elementi di maggior pregio del proprio patrimonio artistico contemporaneo. Una patrimonio prezioso e vario, costituitosi nel tempo tracciando un percorso che narra lo sviluppo dell’arte figurativa italiana e delle trasformazioni sociali del Paese.

“La mostra Altre Stanze è un esempio virtuoso della sinergia tra due realtà, quella della Banca d’Italia e quella del comune di Frascati, entrambe impegnate a sostenere la cultura e a valorizzare il patrimonio artistico del nostro paese – scrive il Capo del dipartimento immobili e appalti di Banca d’Italia, Luigi Donato – Per la Banca la scelta di Frascati è strettamente correlata alla presenza nel suo territorio del Centro Donato Menichella. La posa della prima pietra del Centro avvenne, il 28 giugno 1990, alla presenza del Governatore Carlo Azeglio Ciampi che poi, quale Presidente della Repubblica, inaugurò anche il complesso il 15 settembre del 1999. Da allora la Banca ha contribuito allo sviluppo dell’area che è caratterizzata da altri importanti istituti di ricerca e universitari.

“Le opere scelte per la mostra, facenti tutte parte di raccolte della Banca e dislocate in diversi edifici dell’Istituto, rappresentano un viaggio che, attraverso l’arte e i suoi massimi esponenti degli anni ’50 e ’60, racconta di un paese uscito dalla guerra che faticosamente rinasce alla ricerca della democrazia, dello sviluppo economico, del benessere delle famiglie, di una maggiore libertà.

“Quegli anni sono stati scenario di grandi cambiamenti; anni in cui un clima di fervore coinvolgeva non solo l’economia, ma anche la politica, le istituzioni e, ovviamente, il mondo dell’arte, vivace ma anche consapevole della realtà, a testimonianza della storia e della cultura del periodo. Siamo certi che la mostra potrà contribuire a valorizzare presso un vasto pubblico, e in particolare tra i giovani, l’arte italiana dei due decenni, niente affatto marginale o periferica rispetto alle vicende internazionali, e fornire anche l’occasione di apprezzare l’impegno istituzionale della Banca nel campo dell’arte e della cultura.

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