Stadio Roma: il sì c’è, ma i tempi restano lunghi

La conferenza dei Servizi ha dato il via libera, con prescrizioni, allo stadio della Roma. La decisione, secondo quanto scrivono le agenzie di stampa, è stata presa al termine della seduta nella sede della Regione Lazio di via del Giorgione. I titoli di giornali e media festeggiano il successo e scommettono su un rapido avvio dei lavori.

Non è una novità: ormai si è perso il conto del numero di volte in cui nei colli delle bottiglie appena stappate per bagnare degnamente l’evento si è dovuto in fretta reinserire il tappo perché il vino non svaporasse in attesa del successivo via libera. E anche in questo caso l’ok c’è, ma appunto con diverse prescrizioni, legate ai problemi di viabilità e trasporti. Non è roba da poco, visti i cronici problemi del traffico nella capitale e la situazione disastrosa, sia in termini di risultati economici sia per la qualità dei servizi prestati, dell’Atac, l’azienda municipale dei trasporti.

A questo nodo finalmente sciolto, che in effetti era il principale inghippo in cui l’iter di approvazione sarebbe potuto inciampare, se ne aggiunge un altro, di natura politica: la maggioranza targata Movimento 5 stelle, che sul tema stadio è riuscita a dividersi e a far saltare teste importanti come quella del consigliere Cristina Grancio in quanto contraria, sarà compatta nel votare la variante urbanistica per l’impianto e il progetto di Tor di Valle? Soprattutto in previsione delle ormai sempre più vicine elezioni, nazionali ma anche, se non soprattutto, per la Regione?

L’iter, come spiega un articolo de Il Messaggero, prevede che, entro la fine dell’anno, la conferenza dei Servizi trasmetta al Campidoglio il verbale, con tutte le prescrizioni che hanno accompagnato il via libera. La palla passa quindi al Comune per l’approvazione della variante urbanistica. Passaggio che prevede che vengano raccolte osservazioni e prescrizioni, con le relative controdeduzioni. Nel frattempo in Campidoglio si dovrà lavorare allo schema di Convenzione urbanistica. Poi, adottata la variante, si tornerà in Regione, e sarà quindi la giunta di via Cristoforo Colombo che recepirà gli esiti della conferenza, votando una delibera che darà, finalmente, il permesso a costruire.

C’è poi un altro aspetto di cui tenere conto: l’ultimo passo dell’iter di approvazione, se i tempi dovessero essere rispettati, andrebbe a cadere in campagna elettorale o in prossimità delle votazioni per il rinnovo di consiglio e giunta regionali. E qualcuno pensa veramente che i candidati non vorranno dire la propria sulla questione stadio della Roma? Vista così appare davvero difficile che la prima palata di terra venga smossa a inizio primavera, come si auguravano in molti dei soggetti coinvolti, compresa la sindaca Virginia Raggi.

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