Smart city, la rivoluzione parte dal Brasile

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Lo schema della smart city in costruzione in Brasile

Oggi esistono vere smart city, e se sì cosa sono? E ancora, siamo veramente in grado di realizzare una smart city, e se si come?

Prima di tutto occorre capire di cosa si stia parlando e, in questo senso, la definizione che di smart city da il Vocabolario Treccani può aiutare: “Città caratterizzata dall’integrazione tra saperi, strutture e mezzi tecnologicamente avanzati, propri della società della comunicazione e dell’informazione, finalizzati a una crescita sostenibile e al miglioramento della qualità della vita”. Dalla definizione di Wikipedia emerge che: “Una città può essere definita intelligente, o smart city, quando gli investimenti effettuati in infrastrutture di comunicazione, tradizionali (trasporti) e moderne (tecnologie dell’informazione e della comunicazione), riferite al capitale umano e sociale, assicurano uno sviluppo economico sostenibile e un’alta qualità della vita, una gestione sapiente delle risorse naturali, attraverso l’impegno e l’azione partecipativa”.

Un nuovo concetto di città

Le due definizioni non solo delineano un nuovo prodotto immobiliare, ma evocano un nuovo modello o, meglio, un nuovo concetto di città: quello della città intelligente. Una città ove i normali prodotti immobiliari e i servizi: uffici, negozi, ospedali, appartamenti, caserme, grandi magazzini, strade, semafori, linee elettriche, linee gas, condutture idriche, raccolta rifiuti, ecc.., si sviluppano e si integrano in modo mirato e, con le tecnologie di raccolta dei big data, tutti gli elementi e i relativi dati vengono resi disponibili al cittadino. Ciò comporta un’ottimizzazione dello stile di vita del residente che, avendo a disposizione tutta una serie di informazioni, può scegliere consapevolmente cosa fare, quando farlo e dove farlo. Il tutto per un obiettivo comune: una crescita sostenibile nell’ambito di un miglioramento della qualità della vita.

Esistono degli esempi concreti di smart city?

Al di là di alcuni studi teorici e alcuni singoli, specifici progetti – piazze, singoli appartamenti, ecc. – la prima vera e completa smart city, oggi in corso di sviluppo si trova in Brasile, nel nord-est nello stato del Cearà, distretto di Croatà, Prefettura di Sao Goncalo do Amarante, limitrofo al Porto di Pecem – Fortaleza.

Si tratta di uno sviluppo immobiliare principalmente residenziale, peraltro social housing, con una piccola componente di light industrial, che ha una dimensione di circa 330 ettari. Il tutto ideato, progettato e sviluppato da un gruppo italiano, costituita da un gruppo di imprenditori piemontesi riuniti nella società Sg Desenvolvimento che, con un forte investimento ad equity e con la creazione negli anni dell’intera filiera per lo sviluppo diretto del progetto (società di costruzioni, società per produzione autobloccanti, società di agency, ecc. ), ha iniziato la realizzazione. Si tratta di un progetto che appare destinato a modificare completamente l’approccio di sviluppo del prodotto di real estate, sia esso un negozio, un ufficio, un appartamento, un ospedale o quant’altro.

Con la realizzazione della smart city l’immobile, per la prima volta, non è più visto come un insieme di fondamenta, cavi, tramezzi, soffitti, muri, finestre, porte, cucina, arredo ed altro, dove questi e solo questi elementi messi insieme sono necessari e sufficienti per i bisogni delle persone che vi abitano; ma quel mix di elementi materiali diviene un nuovo prodotto interconnesso, totalmente controllato da sistemi software, peraltro integrato nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione sociale. Si viene così a creare un nuovo unicum dell’immobile abitato che si ricollega interamente alla realtà sociale dove è inserito e che vive interattivamente nella città smart, con una rivoluzione dell’ecosistema urbano che, essendo intelligente, mette a sistema tutti suoi i prodotti, ottimizzandone la resa, i consumi e i costi.

In pratica, attraverso un nuovo sistema di interconnessione che viene visualizzato da un app, si permetterà all’abitante di gestire, non solo il controllo della domotica della casa, la visualizzazione dell’energia, dell’acqua, del gas che vengono consumati o il timing e la situazione della raccolta dei rifiuti di casa e del quartiere o in città, ma anche di partecipare alla vita social e di avere disponibili i servizi social che vengono offerti nell’ambito della smart city (car sharing, bike sharing, assistenza medica a domicilio, baby sitting, dog sitting, ecc.) o, ancora, di conoscere in tempo reale la situazione del traffico o dello smog e molto, molto altro della propria città intelligente. Nei fatti l’app sarà il pannello di controllo dell’intera città e della propria abitazione, con una profonda interazione tra l’uomo e la l’ambiente urbano in cui vive e della realtà sociale che ruota attorno a lui.

Marco Bello – Studio Legale Bello

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