Sidief restituisce a Napoli e al mondo la Galleria Umberto I

Partiti nell’aprile 2016, i lavori di restauro conservativo della Galleria Umberto I a Napoli si sono conclusi a maggio 2018. Realizzata da Sidief, la società di gestione del patrimonio immobiliare della Banca d’Italia proprietaria di buona parte del monumento storico, con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il comune e la provincia di Napoli, l’opera di recupero restituiscono alla città e ai turisti, che sempre più numerosi stanno riscoprendo Napoli, uno dei monumenti più significativi della fine del diciannovesimo secolo dell’architettura partenopea, ma non solo.

Recuperare e rilanciare la Galleria Umberto I, peraltro, è significato anche contribuire alla rinascita culturale e turistica di Napoli. Un aspetto che è emerso in modo chiaro durante la conferenza stampa organizzata da Sidief per presentare i risultati ottenuti.

La Galleria Umberto I di Napoli rappresenta uno dei più riusciti episodi architettonici nel clima di rinnovamento urbano che ci fu a seguito dell’epidemia di colera del 1884. Perfetta espressione delle nuove istanze borghesi napoletane, la grande galleria in ferro e vetro riunisce nella sua realizzazione sia la sperimentazione delle nuove tecnologie nascenti, sia il soddisfacimento delle nuove spinte commerciali e speculative.

A differenza della sorella milanese, la Galleria Vittorio Emanuele, costruita nel 1865 da Giuseppe Mengoni, la Galleria Umberto I non è l’opera e l’idea di uno solo, ma è invece il risultato del concorso di più professionisti napoletani, che si sono avvicendati nel corso della fase progettuale e di quella realizzativa.

La paternità dell’opera è stata da sempre conferita a quattro personalità: all’ingegnere Emmanuele Rocco è assegnato il progetto iniziale, all’ingegnere Francesco Paolo Boubée la progettazione della copertura in ferro e vetro, all’ingegnere romano Ernesto Di Mauro e all’architetto Antonio Curri l’apparato decorativo.

La Galleria Umberto I fu inaugurata il 10 novembre 1890 con il discorso tenuto dal sindaco Nicola Amore in concomitanza con l’apertura della mostra del Lavoro. Anche i singoli esercizi commerciali inauguravano i locali appena rilevati per proprio conto. I lavori proseguirono per altri otto anni e il collaudo finale avvenne a cavallo tra il 1898 ed il 1899.

Il progetto di restauro avviato dalla Sidief è stato condotto con la consapevolezza dell’importanza di organizzare ed eseguire le attività conoscitive di indagine con le tecniche più avanzate di diagnostica finalizzate a orientare in modo inequivocabile le successive attività di restauro. L’approccio che si delinea si fonda su un metodo scientifico che ha consentito l’organizzazione del cantiere e di tutti i processi del lavoro con l’obiettivo di raggiungere un adeguato livello di conoscenza dell’immobile su cui intervenire.

Le operazioni di restauro eseguite costituiscono lo strumento principe di conservazione, che incrementa il valore della Galleria non solo nei suoi puntuali aspetti geometrici e materici, ma con particolare forza, nella più complessa immagine generale pronta per essere tramandata alle generazioni future.

Particolare rilevanza hanno avuto le operazioni di restauro sui fronti interni. Grazie alle indagini di laboratorio e allo studio storico, è stato possibile riportare alla luce l’immagine originale dell’edificio. Buona parte dei fronti interni è caratterizzata da superfici modanate e cornici uniformemente trattate con finiture decorative dalle tonalità chiare, che contrastano le ricchezze dei fondi dorati e dei bassorilievi dagli impasti trattati e dipinti con effetto di pietra marmorea.

Sui fronti esterni si è restituito il trattamento uniforme delle superfici a connotare la dimensione di larga scala originaria del manufatto dai toni dell’avorio e del giallo chiaro a imitazione della pietra naturale. Nella stesura della tinta finale sono stati valorizzati i dettagli della variazione dei toni sulle cornici e sulle superfici piane, a dare maggior effetto di profondità ai caratteri dell’apparecchiatura decorativa del fabbricato.

Non ultima ogni singola sporgenza, decoro e più in generale ogni elemento di facciata è stato consolidato e vincolato in maniera solida alle strutture di sostegno. L’incremento dei requisiti di sicurezza, seppur nel rispetto della storicità del bene, risolve definitivamente il rischio di caduta o distacco dovuti al naturale degrado dei vecchi sistemi di appendimento.

Per la realizzazione delle attività la Sidief ha costruito da prima uno staff tecnico e poi uno realizzativo, coordinando l’intero processo di project e construction management del restauro con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune e la Provincia di Napoli e degli uffici tecnici della Municipalità.

L’importo dei lavori eseguiti sull’immobile è pari a circa 3 milioni di euro.

La conferenza stampa è stata introdotta da Mario Breglia, presidente della Sidief. Successivamente sono stati illustrati gli interventi eseguiti da Franco Martinelli (direttore area tecnica della Sidief), Stefano Cerea (progettista e direttore dei lavori) e Luigi Soligo (restauratore, gerso restauro opere d’arte).

Dopo i commenti di esponenti del mondo imprenditoriale e delle Istituzioni, Carola Giuseppetti, consigliere e direttore generale della Sidief, ha concluso i lavori.

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