Si lavora meglio quando in ufficio si sta very WELL

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Lo spazio costruito sta mutando le proprie caratteristiche. Concetti come salute e benessere sono oggi requisiti altrettanto fondamentali quanto funzionalità e fruibilità e rappresentano la seconda ondata del concetto di sostenibilità del real estate. Ciò, peraltro, vale per le abitazioni, ma ancor di più per i luoghi di lavoro. Ognuno di noi trascorre il 90% del proprio tempo in spazi chiusi: casa, ufficio, bar, palestra, ristorante, ecc… E ogni giorno di queste 21 ore abbondanti, quasi la metà (a volte anche più a lungo) vengono vissute in ufficio o al lavoro. Non è difficile quindi comprendere come la qualità del luogo di lavoro influisca sulla salute e sul benessere di ciascuno quanto lo stile di vita, le cure mediche o, verosimilmente, l’impronta genetica.

Il nesso di causa-effetto non viaggia però in un’unica direzione: se un ufficio accogliente garantisce maggior benessere ai lavoratori, in senso inverso un sano equilibrio psicofisico di questi ultimi influisce sulle performance lavorative e sulla loro produttività. Per le aziende, almeno per quelle più evolute e più attente alle trasformazioni economico-sociali, appare quindi una scelta ragionevole investire sulle persone, aiutandole a migliorare la loro salute fisica e mentale.

Secondo un recente studio dell’American Psychological Association, il 42% delle persone sostiene che il proprio livello di stress è notevolmente aumentato negli ultimi 5 anni. I fattori che lo possono causare sono molteplici, ma tra questi, spesso poco considerato, c’è anche la qualità dell’ambiente lavorativo. Un luogo di lavoro che non favorisce il benessere, peraltro, incide in modo negativo sull’engagement con ripercussioni sulla performance. Lo stress inoltre incrementa fenomeni quali l’assenteismo e il meno conosciuto presenteismo, ossia l’andare al lavoro mentre si è malati o non completamente engaged.

Il problema può essere affrontato investendo sull’immobile. Meglio se con gli strumenti giusti e non affidandosi a intuito e buon senso.

Il WELL Building Standard – un sistema basato sulle performance per la misurazione, certificazione e monitoraggio di edifici e comunità in tutto il mondo che influiscono sulla salute e sul benessere di chi vive, lavora e studia al loro interno – è una realtà negli Stati Uniti e nell’estremo Oriente, tra Singapore e l’Australia. Si tratta di uno strumento attraverso il quale si può giungere a un nuovo metodo di valutare gli immobili, non più basato sull’involucro, ma sulla qualità della vita di chi l’immobile lo vive e utilizza.

Lanciato nel 2014, il WELL Building Standard si basa su 7 categorie di analisi e certificazione degli immobili: aria, acqua, alimentazione, luce, fitness, comfort e mente. WELL coniuga le migliori pratiche del progetto e della costruzione con ricerche basate su evidenze medico-scientifiche, facendo sì che l’ambiente costruito diventi motore di salute e benessere per le persone. Il protocollo WELL, frutto di anni di ricerche a cui hanno preso parte medici, nutrizionisti, ingegneri, architetti, sposta i riflettori sul benessere dell’uomo. La sostenibilità ambientale, la tutela del paesaggio, l’utilizzo di risorse rinnovabili per la produzione di energia non sono certo aspetti da dimenticare o accantonare, bensì dovrebbero essere integrati da un tipo di approccio, che viene definito per l’appunto olistico, che riconsideri le persone come motore principale di qualsiasi tipo di attività, lavorativa e non.

Un progetto certificato WELL è in grado di garantire (e misurare) un alto livello di salute, benessere, produttività e felicità delle persone che vivono, lavorano, sono ospiti, studiano in un ufficio. Be WELL

Per saperne di più: www.wellcertified.com/

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