“Roma altrimenti”: è l’ora dei progetti per Caudo e giovani imprenditori

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un estratto di quanto emerso in occasione del dibattito sul libro in progress “Roma Altrimenti – le ragioni nuove dell’essere Capitale” scritto dal vice rettore dell’Università Roma tre, Giovanni Caudo, che si è tenuto presso lo Spazio Espositivo Tritone, con la partecipazione della Consulta giovani imprenditori e professionisti del Lazio.

Roma può essere ancora considerata la Capitale d’Italia? Parlare male di Roma è diventato uno sport nazionale, ma la crisi non si riduce alle buche e agli autobus. Sottovalutiamo il rapporto che esiste fra Roma e il Paese, necessario per pensare una Roma diversa, per trovare nuove ragioni dell’essere capitale. Ne hanno parlato imprenditori romani ed esperti di rigenerazione urbana insieme agli autori del libro in progress Roma altrimenti, ospiti ieri sera dello Spazio Espositivo Tritone di Fondazione Sorgente Group.

Il volume, scritto e promosso da Giovanni Caudo, vicerettore dell’Università Roma Tre e già assessore all’urbanistica della giunta Marino, contiene interventi del sen. Walter Tocci, vice sindaco all’epoca della giunta Rutelli, di Mattia Diletti e Luisa Palumbo, dell’Istituto nazionale di Architettura, e accoglierà ora anche le proposte e i progetti dei membri della Consulta giovani imprenditori e professionisti del Lazio. “Abbiamo aderito alla visione di Roma Altrimenti – ha rilevato Elisabetta Maggini, introducendo il dibattito – perché condividiamo un’idea di città dove è necessario ricreare un tessuto sociale, imprenditoriale e professionale volto a mettere in moto energie positive, proposte e progetti concreti, piuttosto che lamentarsi”.

Per costruire una Roma altrimenti, cioè una città diversa da quella oggi conosciuta più per il suo degrado che per le sue virtù, gli autori propongono nuove traiettorie, sulle quali i giovani imprenditori hanno portato il loro contributo. In particolare la presidente dell’Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) Romina Lanza e Guido Befani, hanno auspicato la nascita di un città giudiziaria, insieme a migliori luoghi e un maggior rispetto delle regole per l’esercizio della professione. Mentre Lorenzo Aureli, presidente dell’Associazione italiana giovani amministrativisti, ha condiviso e auspicato la necessità di ridisegnare la Capitale tenendo conto delle funzionalità, prime fra tutte le infrastrutture e i distretti amministrativi.

Il presidente dei Giovani medici di Roma, Giuseppe Messano, il presidente della Confartigianato giovani, Simone Ceci, il presidente dell’Associazione italiana per la direzione del personale, Ciro Cafiero e il presidente dei Giovani costruttori, Carlo Muratori, hanno sottolineato come in ogni specifico settore, dalla sanità, alla cultura, all’ immobiliare, Roma abbia molte qualità che necessitano però di essere valorizzate, ma anche tante situazioni di degrado che potrebbero essere risolte con una politica più attiva. Come ad esempio, e nel libro di Caudo viene sottolineato – ripensare la quarta Roma, quella dei quartieri dormitorio alle porte della città da riconnettere con il centro storico o dare il giusto peso ai distretti laziali che rappresentano poli produttivi e non solo satelliti della Capitale.

Nato nel corso del 2016 il libro, pubblicato tramite la piattaforma di self-publishing di Amazon, è un progetto di editoria partecipata, frutto delle Conversazioni su Roma, incontri pubblici di confronto nati dall’esperienza accademica e ammnistrativa di Caudo, e sarà aperto fino all’estate a nuovi contributi, tesi a sottolineare e sviluppare la vera questione romana, ossia il cambiamento della capitale in rapporto al ruolo dello Stato cambiato, né più né meno di quanto è già successo per altri capitali come Berlino e Parigi.

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