Riparte la scuola a New York… E il mercato immobiliare?

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Mentre la città di New York si accingeva alla serrata per il lockdown, durante la primavera iniziava l’esodo dei residenti dei quartieri più ricchi, la maggior parte dei quali diretti verso le seconde case o verso proprietà in affitto situate negli Hamptons o comunque nella cosiddetta Tri State Area (New York – New Jersey – Connecticut). Ora che il Governatore Andrew Cuomo ha dato il via libera alla riapertura delle scuole, chi aveva lasciato la città starà pensando al ritorno?

L’annuncio sulla riapertura delle scuole porterà sicuramente una fetta di mercato familiare indietro. E’ sicuramente un punto, sebbene la riapertura di College e Università avrebbe avuto un maggiore impatto sul mercato delle locazioni cittadino.

Scondo Petersheim, il fondatore della Catskill Farms “è l’idea di un ipotetico secondo lockdown che chiude le porte a un completo ritorno in città.”

Queste le parole di Jonathan Miller, fondatore di Miller Samuel: “Siamo un po’ troppo in là, a questo punto della partita questo annuncio sembra non avere lo stesso impatto che avrebbe avuto se fosse stato dato un po’ prima”.

E se i genitori dei ragazzi dovessero restare in smart working – è sarà così, almeno per il prossimo futuro – la possibilità di un rapido ritorno in città diminuisce ulteriormente. La rivoluzione del lavoro da remoto ha già colpito in maniera significativa alcune grandi compagnie come Zillow, Google e Twitter, tanto da annunciare che lo smart working potrebbe essere una soluzione definitiva.

Esteso fino a settembre il divieto di sfratto a New York

Il governatore di New York, Andrew Cuomo, a poche ore prima della scadenza della moratoria, ha confermato il divieto di sfratto in vigore in tutto lo stato di New York.

Il nuovo ordine esecutivo emesso mercoledì sera estende la pausa sulla maggior parte degli sfratti fino al 4 settembre. La moratoria di Cuomo, annunciata per la prima volta il 7 maggio, ha soppiantato un iniziale divieto universale messo in atto dai tribunali a marzo.

Mercato: male Manhattan, bene Brooklyn e i sobborghi

A Manhattan la caduta delle compravendite di case è stata spettacolare. A luglio i contratti preliminari per gli immobili di tipo co-op tra i 4 e i 5 milioni di dollari sono calati del 94% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nessun contratto registrato per immobili dal valore di oltre 20 milioni. Guardando all’intero mercato immobiliare il calo è stato del 56%.

Mentre a Brooklyn, dove i newyorkesi spesso migrano in cerca di metrature più ampie e spazi esterni, il numero dei compromessi è salito: 178 i contratti di luglio per gli immobili di tipo condo, in salita rispetto ai 147 dell’anno precedente mentre gli accordi per le case unifamiliari sono più che raddoppiati.

Guardando al quadro completo rispetto ai contratti preliminari di luglio, si nota che mentre il mercato di Manhattan è in difficoltà, i compratori si dirigono verso aree più spaziose, come Brooklyn, Long Island, Westchester ed il Connecticut.

“Manhattan sembra essere un’entità separata – si legge nel report di Miller Samuel – e penso che questa situazione sia dovuta in gran parte dall’esodo di marzo e aprile quando il 40% circa dei residenti di Manhattan si sono spostati, e molti non sono ancora tornati”.

Lo spostamento della domanda ha ribaltato il ritmo degli affari per gli intermediari in città e nei sobborghi. I broker di Manhattan, inattivi quando lo stato è stato chiuso a marzo, stanno ora lavorando con un pool limitato di acquirenti poiché gli effetti della pandemia incontrano anche il naturale rallentamento dettato delle vacanze estive. Mentre negli Hamptons, gli agenti hanno fatto gli straordinari, tanto che secondo i broker della zona le opzioni a disposizione per gli acquirenti si stanno assottigliando.

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