Il restyling del complesso vinicolo Santa Margherita

WESTWAY_cantine

La Cantina Santa Margherita è stata fondata nel 1935 dal Conte Gaetano Marzotto a Fossalta di Portogruaro. L’attuale proprietà porta avanti i criteri di modernità e innovazione che hanno caratterizzato l’azienda fin dalla sua nascita e in quest’ottica è stato affidato allo studio Westway Architects di Roma il progetto di restyling degli edifici esistenti, al fine di dare coerenza estetica all’intero complesso e allo stesso tempo migliorare la qualità e le prestazioni dell’ambiente di lavoro. Il progetto, sviluppato in più fasi a partire dal 2008, è stato completato con la realizzazione dell’edificio per l’imbottigliamento.

“La nuova architettura, simbolo del rinnovamento dell’azienda, trasforma l’insediamento produttivo in una vera a propria Cittadella del Vino. Il progetto si è sviluppato per fasi: dalla riqualificazione delle aree di stoccaggio e vinificazione, della cantina e degli uffici per concludersi con la recente realizzazione dell’edificio destinato all’imbottigliamento: 2.600 mq derivati dalla riconversione dei vecchi spazi industriali degli anni Trenta”.

Il progetto crea una relazione visiva forte con gli edifici preesistenti e conserva la sagoma originale: una serie di facciate disegnate in sommità dall’andamento delle falde di copertura. Il volume è diviso in quattro unità composte dalle capriate che costituiscono una teoria di elementi che si innesta sull’edificio sul lato nord; sono state rivestite con lamiere metalliche della stessa tipologia di quelle utilizzate nel precedente intervento, per dare uniformità al complesso e creare un insediamento con caratteristiche urbane di continuità. La copertura è realizzata con grandi travi in legno lamellare a campata unica. L’intero complesso è stato studiato secondo i criteri di sostenibilità e risparmio energetico.

Fulcro dell’insediamento è la pensilina che correndo per 110 metri lungo il fronte principale, integra i diversi blocchi produttivi esistenti e ne costituisce l’elemento unificatore. L’architettura solida della pensilina è dettata dalla sismicità della zona. L’area di vinificazione e la cantina diventano parte costitutiva del prospetto del fronte principale, che si presenta come un susseguirsi di vuoti e pieni, zone opache e trasparenti: dal vuoto dell’area stoccaggio si passa alla trasparenza della facciata in vetro dell’area di vinificazione; la parete in angolo, realizzata con circa duemila bottiglie retroilluminate, contenute da una grande vetrata a filo facciata e sorretta da mensole allineate alle doghe di rivestimento, diventa il simbolo della dinamicità dell’impresa.

L’intero complesso è articolato attorno alla piazza pensata come uno spazio urbano, chiusa da una pare dall’edificio della cantina e dall’altra dal nuovo edificio dell’imbottigliamento, dalla “piazza” è possibile assistere a tutto il processo produttivo, dalla vinificazione all’imbottigliamento.

di Danilo Premoli – Office Observer

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