Rapporto Camera-Cresme: servono 317 mld per le infrastrutture strategiche

Un tunnel della metropolitana

Per realizzare le infrastrutture strategiche italiane (ferrovie, strade, metropolitane, porti, interporti, aeroporti e altre opere di collegamento) servono circa 317 miliardi di euro, di cui più della metà (166,3 miliardi) solo per quelle prioritarie.
 
Lo mette in evidenza il Rapporto Infrastrutture strategiche e prioritarie- Programmazione e realizzazione, realizzato dal Servizio studi della Camera in collaborazione con l’Anac e con Cresme.

Infrastrutture: i numeri del rapporto

Dei 317,144 miliardi di euro necessari solo 190 miliardi sono coperti con risorse disponibili. Di questi 130 sono dedicati alle opere prioritarie e 60 a quelle non prioritarie.
 
Il 55% del costo delle infrastrutture strategiche prioritarie, circa 91,635 miliardi, è relativo alle 25 opere prioritarie del Def 2015. Il restante 45% del costo totale delle infrastrutture strategiche prioritarie, pari a 74,704 miliardi, è invece riconducibile a programmi e interventi prioritari invarianti tra i quali rientrano una parte delle infrastrutture strategiche già programmate e le nuove priorità individuate con l’allegato al Def 2017.
 
Le opere strategiche prioritarie comprendono infrastrutture ferroviarie, stradali, metropolitane, porti, interporti, aeroporti e il Mose. Il 42,7% del costo di tali interventi, pari a circa 71 miliardi, riguarda le ferrovie; il 34,7% strade e autostrade (57,7 miliardi); il 15,8% i sistemi urbani (26,3 miliardi) e in particolare i sistemi di trasporto rapido di massa nelle regioni, Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia (24,6 miliardi); il 2,1% gli aeroporti (3,4 miliardi); l’1,5% porti e interporti (2,5 miliardi); il 3,3% il MO.S.E.
 
Il 55% del costo delle infrastrutture prioritarie, pari a circa 92 miliardi di euro, è localizzato nelle regioni del centro nord (dove si concentra il 65,7% della popolazione). Il 29% del costo (circa 48 miliardi) è riconducibile a interventi nelle regioni del sud e nelle isole (in cui risiede il 34,3% della popolazione). Il restante 16% del costo, pari a circa 26 miliardi, riguarda interventi per i quali non è stato possibile ricostruire il dettaglio territoriale, in quanto riferiti, in misura prevalente, ai nuovi programmi di interventi diffusi sulle reti ferroviarie e stradali inseriti nei contratti di programma di Rfi e di Anas.

I dati sui bandi 

Il Rapporto analizza anche le dinamiche del mercato delle opere pubbliche rispetto alla progettazione delle infrastrutture strategiche; nel 2017 rispetto ai dati del 2013 si osserva un numero di servizi di progettazione più che raddoppiato, da 1.461 a 3.375 (+131%), e un importo più che quadruplicato, da 164 a 711 milioni di euro (+333%).
 
La crescita del mercato dei servizi di progettazione è iniziata nella seconda metà del 2016 in corrispondenza con l’entrata in vigore della nuova disciplina dei contratti pubblici che ha introdotto delle innovazioni con specifico riguardo alla limitazione dell’appalto integrato e alle misure riguardanti i concorsi di progettazione e di idee.
 
Gli importi dei servizi di progettazione per l’insieme delle infrastrutture di trasporto (strade e autostrade, ferrovie e metropolitane, porti, interporti e aeroporti) sono cresciuti rispetto al primo semestre del 2017: si passa da 62 a 78 milioni di euro (+25%).
 
La crescita è proseguita nel 2018: nei primi sei mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2017, il numero di bandi è cresciuto del 28,8% e gli importi sono cresciuti del 29,9%.

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