Proptech, Italianway “ospita” viaggiatori da 157 Paesi

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Cresce l’utilizzo della tecnologia per programmare e prenotare le vacanze. Si tratta di un trend globale, grazie anche alla forte spinta che le forme alternative di ospitalità, a cominciare dallo short ranting, stanno dando al settore; in termini di offerta – che siano posti letto, stanze o interi appartamenti – e di sviluppo di società specializzate che, attraverso l’uso delle tecnologie informatiche offrono soluzioni per la gestione di questi asset e di questo business emergente. La possibilità di interagire direttamente da qualsiasi angolo del mondo per uno qualunque degli angoli opposti, inoltre, sta producendo un’enorme diversificazione dei Paesi di provenienza dei “turisti da App“.

Grazie alla piattaforma software sviluppata internamente con un investimento di oltre due milioni e mezzo di euro, Italianway, startup proptech del settore turismo-hospitality, stima di chiudere il 2019 con un turn overt di 15 milioni a un tasso di crescita del +30,6%.

L’azienda fondata da Davide Scarantino e guidata da Marco Celani, partner dell’Osservatorio innovazione digitale nel turismo del Politecnico di Milano ha messo a punto un’analisi socio-demografica che traccia un identikit inedito dei viaggiatori che l’hanno scelta per soggiornare in Italia dal 1 gennaio al 30 settembre 2019.

Gli ospiti di Italianway

Nei primi 9 mesi del 2019 Italianway ha accolto nelle case che gestisce oltre 35mila ospiti (35.512), provenienti da 157 diversi Paesi in giro per il mondo, totalizzando 100mila (95.752) notti vendute.

Si tratta di viaggiatori con età media 38 anni (i viaggiatori in media più giovani sono del Qatar con 28 anni, i più in là con gli anni gli argentini con 45 anni).

La booking window media (ovvero il tempo che intercorrere tra la prenotazione e l’effettivo check in) è di 14 giorni e la moda, ovvero il valore con la frequenza più alta, è pari a 1 e ciò significa che sono sempre di più i viaggiatori che prenotano un soggiorno all’ultimo momento se non addirittura un giorno prima della partenza. Questa abitudine emergente riguarda in particolare per la clientela business, ma si registra lo stesso trend per i turisti, anche stranieri.

Come detto i viaggiatori che si rivolgono a Italianway provengono da ben 157 Paesi del mondo: il 41,22% sono italiani e, a seguire in ordine decrescente, russi, francesi, tedeschi, americani, inglesi, svizzeri e cinesi.

Per quanto riguarda la speso in media per affittare un appartamento (o una soluzione analoga) per singola prenotazione, i cittadini del Kuwait sono quelli che hanno il ticket medio di spesa più alto (1.058 euro), seguiti da cittadini provenienti dall’Arabia Saudita (585euro) e dall’India (539euro).

Tra i primi 8 Paesi per presenze quelli che spendono di più sono i tedeschi (457 euro), seguiti nell’ordine da cittadini del Regno Unito (399 euro), e poi da cinesi (391 euro), russi (387 euro), americani (37 6euro), francesi (368 euro) e infine italiani (270 euro).

“Siamo orgogliosi – spiega Celani – di poter dire che nel 2019 supereremo il traguardo delle 100.000 notti vendute nelle case da noi gestite. Un obiettivo reso possibile dalla nostra vision basata sulla capacità di conciliare il potere della tecnologia con l’autenticità dell’accoglienza, al fine di assicurare all’ospite un’esperienza di soggiorno straordinaria, minimizzando al tempo stesso e grazie all’automazione, molte delle fasi di attesa che il viaggiatore vive come tempo perso.

“Grazie alle continue implementazioni software siamo oggi in grado di conoscere accuratamente le caratteristiche e il grado di soddisfazione degli ospiti che ci scelgono. Elementi che rappresentano il driver di crescita del giro d’affari, anche quest’anno superiore al 30% rispetto al 2018, più del doppio rispetto alla crescita del settore extra-alberghiero nel suo complesso.

“Il fatto di avere avuto in 9 mesi 35.000 ospiti provenienti da ben 157 Paesi conferma la capacità della nostra piattaforma di intercettare viaggiatori affluent di ogni parte del mondo grazie ad un approccio multicanale ed alla selezione di un livello di prodotto che nel nostro progetto partner contribuirà a portare viaggiatori in tutte le destinazioni italiane attivate”.

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