Il ponte di Brooklyn soffre di “gravi carenze strutturali”

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Il problema della vetustà delle infrastrutture non è solo italiano. Il rischio di attraversare ponti in stato di degrado e sofferenti di carenze a livello strutturale lo si corre in tutto il mondo. E manchevolezze sui lavori di manutenzione, per carenza di fondi o semplicemente per noncuranza, sono un problema comune.

Negli Stati Uniti, tra le tante strutture a rischio crollo, c’è anche il Ponte di Brooklyn, da 150 anni una delle icone della città di New York, che viene percorso quotidianamente da 100mila auto e 10mila pedoni.

A lanciare l’allarme è un dossier della American Road and Transportation Builders Association, che annualmente verifica lo stato di ponti, dighe, strade e infrastrutture varie, e che ha denunciato che, assieme al ponte di Brooklin, sono oltre 47mila le strutture a rischio crollo per mancanza di manutenzione in tutti gli Stati Uniti.

Secondo gli ingegneri americani, peraltro, se venisse implementato un buon piano di manutenzione “neanche in 80 anni il ponte di Brooklyn tornerà all’antico splendore”. E tutto ciò senza che qualcuno se ne sia uscito con la luminosa idea di un’analisi costi benefici sull’opportunità di ristrutturare il ponte. Come dire, a ognuno il suo Toninelli.

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