Il piano Smart City attira in India investitori italiani

Le imprese italiane puntano sulla crescita urbana dell’India, individuando in iniziative di edificazione di smart city e nelle città di classe II, con popolazione compresa tra o 50mila e i 100mila abitanti, le opportunità più adatte per cogliere i potenziali frutti del fermento economico del Paese.

Durante l’esercizio 2015 le società italiane hanno investito 334,7 milioni di dollari in India. Nella prima metà del 2016 – secondo il Dipartimento indiano per la politica industriale e la promozione (DIPP) – gli investimenti italiani nel subcontinente indiano hanno già raggiunto 319,6 milioni di dollari. Non si tratta di dati freschissimi, ma individuano un trend chiaro, tanto che, secondo il Dipp gli investimenti tricolori nel Paese supereranno i 2 miliardi di dollari entro il 2020.

Le città di secondo livello

Secondo l’ambasciata italiana in India, ci sono circa 600 aziende italiane che operano attualmente nel Paese, contro, per esempio, le 1.500 tedesche e 750 società francesi .

Tradizionalmente, le aziende italiane hanno gravitato attorno allee principali città dell’India come Delhi e Mumbai. Ma, la rapida crescita urbana che il Paese sta vivendo a tutte le latitudini ha convinto gli investitori italiani a riconoscere nelle crescenti città di secondo livello siti strategici per fare affari. Queste città più piccole offrono prezzi competitivi in termini di manodopera e proprietà immobiliari e inoltre hanno un forte bisogno di infrastrutture e connettività, che vanno impiantanti ex novo, e che pertanto costituiscono un ambiente particolarmente ricettivo e positivo a ogni innovazione tecnologica.

A tutta Smart city

Durante la sua recente visita diplomatica in India, il primo ministro italiano Paolo Gentiloni ha riconosciuto nella Smart Cities Mission dell’India un importante luogo di cooperazione tra le due nazioni. Nel 2014, il governo indiano ha annunciato piani ambiziosi per trasformare 100 città di livello II e III in città intelligenti, migliorandone drasticamente la connettività e la digitalizzazione, promuovendo la realizzazione di alloggi adeguati, la mobilità e la gestione dei rifiuti. Si tratta di investimenti potenziali stimati in otre 65 miliardi di dollari alcuni anni fa, e limitandosi solo sulle prime 50 città che verranno trasformate.

Proprio qui si stanno infilando le aziende italiane, offrendo soluzioni nei settori della riqualificazione urbana, della progettazione tecnologica, della gestione dei rifiuti, degli alloggi a prezzi accessibili e della gestione energetica.

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