Papa Francesco nomina monsignor Galantino a capo dell’Apsa

Papa Francesco ha nominato monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, nuovo presidente dell’Apsa, l’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica. Si tratta dell’istituzione che gestisce la fetta più grande del patrimonio immobiliare non funzionale del Vaticano che, secondo alcune stime (non sono disponibili dati certi) cuberebbe attorno a una cifra di 6 miliardi di euro, costituita da immobili teoricamente cedibili (ma alcune stime si spingono sino a 9 miliardi). Il predecessore di Galantino è il cardinale Domenico Calcagno, che ha rinunciato all’incarico per raggiunti limiti di età.

Galantino, 69 anni, è dal dicembre 2013 segretario generale della Cei. In precedenza ha guidato la piccola diocesi italiana di Cassano allo Jonio, in provincia di Cosenza, di cui è vescovo emerito.

Il vescovo non è facilmente inquadrabile e nemmeno inquadrato tra le varie correnti che percorrono il mare dei porporati. Tuttavia, da quando ha preso la guida dei vescovi italiani, non si è risparmiato dall’esternare sui temi più caldi all’ordine del giorno, in Italia ed Europa, come l’immigrazione e le questioni della famiglia. Tali esternazioni gli sono valse anche alcune critiche per essere stato troppo esplicito.

Di certo si tratta di una persona specchiata, fuori dagli schemi, che condivide con il pontefice la medesima visione sulla gestione dei beni ecclesiali. Il compito che spetterà a Galantino sarà dunque quello di mettere mano alle tante zone grigie nella gestione del patrimonio immobiliare della chiesa, che più volte sono state segnalate alla Segreteria dell’Economia e sono state all’origine di tanti scontri tra Calcagno e il Prefetto della Segreteria per l’economia, l’arcivescovo George Pell.

Calcagno, che ha compiuto 75 anni in febbraio, è stato nominato segretario dell’Apsa da Benedetto XVI nel 2007, e in seguito è stato nominato presidente da Papa Francesco nel 2011.

Per un anno prima di quella nomina, il cardinale faceva anche parte di una commissione incaricata della supervisione dell’Istituto di opere religiose (Ior). Sebbene fosse stato nominato per un periodo di cinque anni, è stato rimosso da Francesco in anticipo sul terine naturale. Calcagno, inoltre, è stato indagato per appropriazione indebita nella sua precedente diocesi di Savona.

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