Nuova vita per il Garage Traversi, fatta d’architettura e lusso

In una prospettiva riservata e unica, dalla spianata di Piazza San Babila a Milano, si gode la visione di un bell’esempio di architettura degli anni ’30. Modello di una visione architettonica modernista come molti esempi di architettura milanese, il Garage Traversi caratterizza l’ingresso di via Bagutta. Tante volte immortalato, soprattutto negli anni ’80, quando la Milano da bere si identificava quasi completamente con via Montenapoleone, da anni l’edificio è stato in parte abbandonato, sottoutilizzato e per questa ragione l’attuale proprietario dell’immobile, Bnp Paribas Real Estate, ha deciso di portarlo a nuova vita.

Progettata dall’architetto Giuseppe De Min nel 1938 in via Bagutta al numero civico 2, l’edificio si caratterizza per una originale forma a ventaglio, anche in funzione dell’esiguità del lotto dove il garage è stato realizzato, con uno sguardo attento alla modernità grazie alla predominanza delle linee curve, delle superfici a vetro e della scala elicoidale.

L’edificio è però in disuso da diversi anni, una decina ormai, utilizzato solo in parte come negozio. Secondo le notizie di stampa recentemente apparse, il progetto di ristrutturazione non prevede la demolizione dell’edificio, ma solo esclusivamente opere di ristrutturazione strutturale e un cambio di colore della facciata per adeguarsi anche agli immobili circostanti. Il progetto presentato dalla proprietà prevede la riqualificazione dell’immobile attraverso la realizzazione di un polo esclusivo del lusso, con un’area dedicata al cibo e una spa.

Dopo un iter procedurale che ha già visto il comune di Milano rilasciare l’autorizzazione nel giugno 2017, l’avvio dei lavori deve ora attendere la prossima e attesa approvazione della Sovraintendenza Archeologica e Belle Arti di Milano.

Il Garage Traversi non rappresenta un unicum nel panorama architettonico milanese: è di qualche mese fa il restyling del Garage Italia in Piazzale Accursio, all’interno della storica ex stazione Agip Supercortemaggiore, voluta negli anni Cinquanta da un visionario Enrico Mattei, ora di proprietà dell’imprenditore Lapo Elkann e restaurata dallo studio dell’architetto Michele De Lucchi.

L’edificio, uno spazio dove personalizzare tutto ciò che si muove con un’area dedicata al cibo affidata allo chef Carlo Cracco che con il suo staff gestirà bar e ristorante, si sviluppa su 1.700 mq che si distribuiscono in verticale su due piani fuori terra e un piano interrato. Anche in questo caso l’immobile è stato oggetto di un meticoloso intervento di restauro per riportare gli esterni al colore originale, mantenendo l’immagine che aveva l’area di servizio al momento della sua inaugurazione.

Un altro esempio di autorimessa del secolo scorso è rappresentato dal Garage Sanremo nella centralissima e storica area delle Cinque Vie. Oggetto di polemiche perché definito “brutto”, il garage a ridosso della bellissima piazza San Sepolcro e dirimpettaio della casa del Fascio del Portaluppi, dove il 23 marzo 1919 Benito Mussolini fondò il movimento dei Fasci italiani di combattimento e che attualmente ospita la caserma della polizia e dei carabinieri, viene utilizzato in parte come spazio espositivo in occasione del Fuori Salone.

La capacità di una città e dei suoi edifici di trasformarsi e adattarsi ai cambiamenti della domanda del mercato e della trasformazione della società, rappresenta una via intelligente per evitare che gli immobili dismessi diventino degli scheletri abbandonati inficiando la qualità della vita della città.

di Valentina Piuma – vai al blog virginialunare.it

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