Mibact e Adsi insieme per censire le dimore storiche italiane

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Ampliare con un impegno congiunto il censimento più completo dei beni storico-architettonici, del nostro Paese: è questo l’obiettivo dell’accordo siglato tra l’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione del ministero dei Beni Culturali e dall’Associazione dimore storiche italiane, aggiungendo ai dati già presenti nel catalogo anche quelli dell’associazione che raccoglie migliaia di immobili storici distribuiti su tutto il territorio nazionale.

In dettaglio Icdd, l’istituto che conduce le attività di ricerca, indirizzo, coordinamento tecnico-scientifico per la documentazione e la catalogazione dei beni culturali all’interno del Adsi, che ha la missione di promuovere la tutela e la valorizzazione degli immobili storici privati, uniranno le loro competenze e conoscenze per incrementare la banca dati sugli immobili vincolati, uno strumento essenziale per garantire la conoscenza e la conservazione di un patrimonio – immobiliare e paesaggistico – che non ha eguali al mondo.

Conoscenza e conservazione sono la base necessaria per la corretta valorizzazione di una delle principali risorse del nostro Paese: castelli, ville, palazzi, masserie, ma anche giardini, boschi e tenute agricole, che, se debitamente conservati e gestiti, possono diventare strumenti di promozione dei valori locali – arte, paesaggio, turismo, artigianato, etc. – , determinando ricadute positive sull’economia dei territori e creando occupazione ed indotto non delocalizzabili.

L’opera congiunta di catalogazione e digitalizzazione, realizzata attraverso il sistema informativo SIGECweb di ICCD e la piattaforma VIR-Vincoli in rete, offrirà un punto di accesso unico in cui studiosi, professionisti e cittadini potranno reperire informazioni dettagliate su tutti i beni culturali catalogati.

Il censimento rappresenterà inoltre un strumento fondamentale per poter progettare e realizzare, in sinergia fra istituzioni pubbliche e attori privati, a livello locale e nazionale, programmi a medio e lungo termine ed interventi specifici volti a valorizzare appieno il potenziale del patrimonio immobiliare storico italiano, promosso da ADSI.

La consistenza del patrimonio storico in Italia

Secondo i dati a oggi disponibili, infatti, il patrimonio immobiliare storico italiano soggetto a vincolo è costituito da circa 200.000 beni culturali, dei quali circa 30.000 privati, che rappresentano circa il 17% del capitale storico-artistico complessivo.

Una concentrazione di beni storico-artistici che offre un contributo fondamentale all’economia, non solo delle città d’arte, ma anche dei centri minori e delle aree rurali. Un volano che si esprime, tra l’altro, attraverso una pluralità di attività, legate alla conservazione dei beni stessi, allo sviluppo di iniziative culturali e creative, alla produzione agricola ed enogastronomica, alla tutela del paesaggio e all’ospitalità turistica.
Un impatto positivo, che a livello europeo, solo nel 2018 ha mosso 52 milioni di visitatori, e generato un fatturato di 335 miliardi di euro con la creazione di 9 milioni di posti di lavoro.

“Iccd ha già nella sua banca dati oltre 2,8 milioni di schede relative al patrimonio culturale italiano di cui possiede una importante documentazione fotografica, ma l’azione sistematica svolta con Adsi sarà l’occasione per completare le lacune esistenti. La stessa idea di patrimonio culturale è in continua evoluzione quindi sarà possibile ricomprendere nel catalogo anche quanto fino ad ora non era considerato di interesse. ICCD sta predisponendo anche nuovi modelli di divulgazione e questa ricerca congiunta potrà essere immediatamente disponibile e valorizzata.”, ha commentato Carlo Birrozzi, direttore Iccd.

“Il censimento dei beni immobiliari storici è un passo molto importante e necessario, poiché consentirà di conoscere in maniera più completa e dettagliata quella straordinaria risorsa, capillarmente diffusa nel nostro territorio, che sono gli immobili vincolati. A oggi manca una stima esatta del potenziale che possono esprimere, se tutelate e valorizzate, e la catalogazione che andremo a realizzare consentirà di programmare nuove politiche integrate che vadano a beneficio di tutti i territori italiani, salvaguardando per le generazioni future questo patrimonio unico al mondo”, ha sottolineato Giacomo di Thiene, presidente nazionale Adsi.

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