Materiali e design per un’architettura a prova di award

Ha preso il via la seconda edizione della Milano Arch Week mentre ancora si sentono gli echi della Design Week, che quest’anno ha vissuto un’edizione eccezionale sia dal punto di vista dei partecipanti sia per l’eco mediatica che la manifestazione ha avuto su tutto il sistema città che si consolida sempre di più come un brand di attrazione per gli operatori nazionali ed internazionali.

L’eco di quanto ha caratterizzato la Design week è anche rappresentato dal contributo che i produttori di materiali hanno dato al sistema delle costruzioni e al mondo del design: ad esempio le creazioni di Cosentino, gruppo spagnolo specializzato nella produzione di superfici speciali di cui le più conosciute sono “Silestone” e “Dekton”, che oltre alla qualità dei prodotti è riconosciuta dagli operatori della filiera, ha consolidato un modello di business basato sulla collaborazione con il mondo del design e dell’architettura.

In occasione della Design Week, infatti, Cosentino è stata protagonista di un’installazione innovativa realizzata dallo studio di David Rockwell per il neonato distretto di Ventura Centrale – The Diner, che riproduce il concept delle tradizionali caffetterie americane.

L’installazione ha vinto un prestigioso award che ha premiato il progetto sia per l’aspetto architettonico che per l’innovatività dei materiali utilizzati.

Innovazione che ha il suo centro nevralgico nel continuo investimento in ricerca e sviluppo, un processo non fine a sé stesso ma funzionale a creare legami di collaborazione con designer e imprese che operano in altri settori come quello del legno arredo, coniugando tecnologia e innovazione. L’esempio fornito dal caso specifico mostra che il sistema economico e la filiera della progettazione-costruzioni-arredo non può prescindere da un cambio di paradigma che non veda coinvolto anche il territorio.

Un territorio come quello di Milano, che ha saputo in questi anni attrarre l’attenzione nazionale e internazionale, gioca un ruolo da protagonista nei processi che vedono coinvolti tanti attori della filiera siano essi costruttori, produttori di materiali, designer e progettisti.

Una filiera coesa che ha come obiettivo quello di dare vita a un’offerta all inclusive in modo da garantire al cliente un prodotto completo e coordinato.

Se è vero che alla base della Smart City ci sono gli Smart Buildings, alla base di questi ultimi non c’è solo un “esasperato” utilizzo della tecnologia ma anche una intensa focalizzazione sul tema della Ricerca e Sviluppo e una propensione a pensare la strategia aziendale sulla base di un progetto.

Il dialogo attivo tra tutti gli elementi della filiera, secondo un modus operandi più abituale per il mondo dell’industria manifatturiera che per il mondo delle costruzioni e del real estate nazionale, rappresenta la cifra stilistica di un sistema di aziende moderne che possono avere una posizione di rilievo nel contesto economico attuale.

Proprio per questo motivo, la natura di piccola e media impresa di buona parte del sistema imprenditoriale nazionale deve quindi incrementare la propria capacità di interfacciarsi e di collaborare in maniera attiva con gli altri attori della filiera.

di Valentina Piuma – vai al blog virginialunare.it

Nessun Commento