Maran: “Se 30 milioni vi paiono pochi…”

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“30 milioni di euro di minori incassi dagli oneri di urbanizzazione per il comune di Milano non sono uno scherzo. Non si tratta peraltro solo di una questione economica, ma più in generale di disegno urbanistico e di visione della città; eppure va sottolineato in primo luogo che il mancato incasso avrà conseguenze sulla spesa del comune e sui servizi ai cittadini”, così l’assessore all’Urbanistica del comune di Milano, Pierfrancesco Maran, intercettato da Requadro in occasione dell’inaugurazione dei lavori per il secondo lotto residenziale di SeiMilano, conferma la critica fatta alla legge sulla Rigenerazione Urbana emersa il giorno precedente in commissione.

Domanda: Assessore, quali sono i punti critici di questa legge?
Risposta: Essenzialmente sono tre: primo tra tutti la riduzione degli oneri di urbanizzazione, che pesa e peserà sui bilanci dei comuni. Per Milano si tratta di un ammanco di oltre 30 milioni, il che vorrà dire minori servizi per i cittadini.

D: Una riduzione degli oneri comporta però una diminuzione dei costi di costruzione, e potrebbe riflettersi nei prezzi praticati dal compratore finale…
R: Che vi sia un trasferimento dal minor costo al prezzo finale di vendita è tutto da dimostrare. Peraltro si tratta di un provvedimento che favorisce i grandi ed è quasi ininfluente sulle piccole opere, dove la riduzione di costi per il costruttore-sviluppatore è minima. L’esempio che faccio è quello dell’ex Consorzio agrario di via Ripamonti: lo sviluppatore (Hines, ndr), avrebbe dovuto pagare 7,5 milioni di oneri e finirà per pagarne 3. E comunque, visto che la legge regionale è stata approvata poco dopo il Pgt 2030 avrebbe potuto e dovuto tenerne conto.

D: In che modo?
R: Il comune potrebbe anche decidere di farsi carico di parte degli oneri, ma sarebbe necessaria allora la realizzazione di opere utili anche socialmente e per la comunità, nell’ottica della visione di sviluppo della città. Una visione che pare manchi completamente in Regione, in una sorta di continuità di mancanza di idee di sviluppo.

D: Cioè?
R: Negli anni i provvedimenti presi dalla Regione sono stati: il recupero dei sottotetti, quello degli scantinati e per ultimo il premio dell’indice di edificabilità presente nella legge regionale. Non c’è alcuna visione né capacità di andare oltre piccole furbizie economiche…

D: Torniamo agli altri punti critici…
R: La seconda criticità forte è appunto il premio dell’indice massimo di edificabilità fino al 20% per gli interventi sugli edifici esistenti. Per cui se le norme consentono la costruzione di un edificio di cinque piani automaticamente, grazie alla legge regionale, se ne potranno costruire sei senza alcuna valutazione del territorio o del contesto urbano. Infine analogo premio è previsto per gli edifici abbandonati da oltre cinque anni che vengano abbattuti e ricostruiti. Il Pgt 2030 imponeva in 18 mesi il limite massimo per demolire e ricostruire l’edificio considerato abbandonato (limite aumentato di qualche mese a causa del lockdown, ndr). Non è difficile prevedere che chi possiede un edificio abbandonato da due o tre anni aspetterà placidamente la scadenza del quinquennio per potere usufruire del bonus edificatorio, lasciando quindi l’edificio in stato di abbandono prolungato e non aiutando a limitare il degrado.

D: E ora?
R: Entro fine anno il consiglio comunale dovrà deliberare per mitigare alcuni degli effetti della legge regionale.

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