A Mantova Giulio Romano dialoga con l’innovazione

Il contesto è quello di Mantova, una delle città più ricche di arte e cultura: un gioiello di perfezione rinascimentale che si specchia nei laghi che circondano la capitale del ducato dei Gonzaga. E’ questa la cornice di una delle più interessanti operazioni nel campo del restauro e della conservazione. Oggetto di questo eccezionale intervento di restauro è un monumento simbolo della città di Mantova: le Pescherie di Levante, opera dell’architetto Giulio Romano, che dopo anni di sostanziale abbandono torneranno a nuova vita grazie a un’iniziativa di restauro promossa dalla Fondazione Le Pescherie di Giulio Romano.

L’immobile, denominato Complesso delle Pescherie di Giulio Romano, è attualmente di proprietà del Comune di Mantova. Edificatenel 1536 e dedicate al commercio del pesce, le pescherie erano state realizzate ai lati del ponte di epoca medievale che scavalca il Rio, il corso d’acqua che attraversa la città di Mantova dal lago Superiore a quello Inferiore, ed erano collegate alle attigue Beccherie, il macello pubblico realizzato negli stessi anni sempre su disegni di Giulio Romano, che fu però demolito nel 1872. Verso la fine del XIX secolo anche le Pescherie subirono un’opera di trasformazione perdendo così la loro funzione originari.

La Fondazione Le Pescherie di Giulio Romano è stata creata dall’associazione Amici di Palazzo Te con l’obiettivo di aggiudicarsi la concessione trentennale per la valorizzazione delle Pescherie di Levante, messa in palio tramite un bando comunale, partendo dall’esperienza maturata con il recupero di un altro edificio della città e con lo spirito dell’utilizzo multifunzionale dello spazio.

Il progetto di valorizzazione e di recupero delle Pescherie si avvale delle più innovative tecnologie digitali applicate al settore delle costruzioni. Questo è, infatti uno dei primi casi di Hbim, ovvero Heritage Building Information Modeling, una disciplina ancora relativamente poco diffusa in Italia ma dall’enorme potenziale, soprattutto alla luce dell’ineguagliabile concentrazione di edifici di valore storico, monumentale e artistico del nostro paese.

Il progetto prevede l’utilizzo della metodologia Bim, sia in fase di rilievo delle strutture esistenti che nella successiva cantierizzazione ed esecuzione dell’intervento di restauro. Il Project Team unisce le migliori professionalità nel campo del restauro, della predisposizione del protocollo Bim e delle tecnologie necessarie per la realizzazione dell’operazione di recupero dell’immobile.

L’operazione di recupero presuppone anche un proprio archivio digitale dell’edificio, o in altre parole, di approfondirne la conoscenza in misura estremamente superiore rispetto a quella delle metodiche tradizionali, sia in termini di raccolta che di analisi dei dati.

La tematica dell’Heritage Bim in Italia rappresenta un terreno ancora tutto da esplorare e dalle enormi prospettive. Prospettive che se accompagnate da un coinvolgimento attivo della pubblica amministrazione locale potrà consentire un sostanziale recupero del patrimonio storico-culturale, con un monitoraggio efficace sia in termini progettuali che di gestione dei processi e delle relazioni fra professionisti, la committenza pubblico o privata e le istituzioni.

Inoltre, il patrimonio artistico-culturale è un bene fondamentale per molte nazioni e in primis per l’Italia, ricca in giacimenti di opere d’arte che potrebbero suscitare l’attenzione di investitori istituzionali che hanno già dimostrato in questi anni un interesse crescente per gli heritage assets, con l’obiettivo di promuovere il turismo e l’interscambio culturale.

L’utilizzo degli strumenti digitali rappresenta sicuramente un valore aggiunto per facilitare il dialogo con committenti o investitori che operano secondo una logica di rispetto dei tempi e dei costi preventivati.

di Valentina Piuma – vai al blog virginialunare.it

Nessun Commento