Premio Raffaele Sirica all’ostello componibile immerso nel paesaggio

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Favaretto_Ostello_circolare

Il progetto di un ostello circolare firmato dall’architetto Martina Favaretto ha vinto il Premio Raffaele Sirica, dedicato all’architettura, attribuitole dalla giuria presieduta da Silvia Costa, già presidente ed attualmente componente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo, in quanto capace di “comprendere gli standard dell’ospitalità prevista in un corpo circolare componibile intorno ad un cammino che può traversarlo e penetrarlo secondo peculiarità orografiche ed altimetriche. Possiede una buona scelta di inserimento paesaggistico che evidenzia semplicità e garbo dei materiali costitutivi, principalmente il legno, così come un suggestivo inserimento nel contesto”.

“Circolo – precisa Favaretto – nasce dal paesaggio, per il paesaggio. E’ la volontà di creare uno spazio da vivere lungo il cammino attraverso un elemento facilmente ripetibile, riconoscibile e adattabile ai diversi contesti che il percorso incontra. Essenziale nel processo progettuale la decisione di posizionare la struttura, non lateralmente o in prossimità, ma esattamente sul percorso stesso. In questo modo il cammino la attraversa e la rende parte stessa del percorso”.

Lo spazio diventa un luogo di incontro, di aggregazione, una piazza: una dilazione del cammino stesso, una pausa. L’impianto di tipo circolare trasmette senso di unità e di semplice gesto architettonico, dando la possibilità di avvolgere la piazza sul cammino. La struttura è un corpo unitario e al tempo stesso permeabile. Il volume circolare è infatti scavato per permettere una continuità visiva sul paesaggio circostante ed assicurare libertà di percorrenza dei flussi. Esattamente nei punti in cui il volume viene sottratto, trovano spazio aree e servizi comuni, sedute, tavoli, zone per la preparazione autonoma del cibo.

La semplicità intesa come valore si riflette sul materiale utilizzato, il legno che risulta in armonia con il contesto paesaggistico, non si impone e non va in contrasto. Può essere riutilizzato, rilavorato ed entrare a far parte di altri cicli di vita. L’ostello è flessibile ed adattabile: copre una superficie utile di 150 mq che però potrebbe essere ampliata, semplicemente integrando altri moduli o aumentando il raggio generatore. I moduli aggregabili che compongono l’ostello comprendono blocchi servizi igienici e blocchi stanza di vario tipo: matrimoniale, doppia, camerate per gruppi. Centralmente è previsto uno spazio di circa 20 mq per una piccola reception, punto informazioni e deposito.

All’interno della piazza non ci sono strutture o sistemi complessi per dar riparo dal sole, ma grandi alberi, per coerenza e sostenibilità nei confronti dell’ambiente naturale in cui l’ostello è immerso. È un progetto che crea un sistema, una costellazione di punti di sosta lungo il percorso, dove fermarsi e trovare ristoro in spazi accoglienti. Circolo ha meritato anche il Premio speciale di FederlegnoArredo per il sapiente utilizzo del legno nella struttura portante.

di Danilo Premoli – Office Observer
 

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