Legge di bilancio: ora all’agriturismo si affianca l’enoturismo

L’enoturismo avrà una legge quadro in grado di normare e regolamentare un settore di importanza crescente per il tessuto economico italiano, che ogni anno genera un giro d’affari stimato in oltre 2,5 miliardi di euro, generato da 7 milioni di enoturisti, di cui una buona fetta stranieri. Dopo il via libera della commissione Bilancio e la seguente fiducia in Senato, l’articolo 47-bis, dal titolo disciplina dell’attività di enoturismo, inserito nel maxiemendamento alla legge di bilancio 2018, si appresta a diventare legge. Il prossimo passaggio sarà alla Camera e non si esclude un secondo passaggio in Senato, in quanto proprio il governo ha fatto sapere che intende apportare alcune limature e modifiche al testo approvato di fresco.

Enoturismo, cos’è e come funzionerà

La legge definisce l’enoturismo come “tutte le attività di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione e di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni vinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito delle cantine”.

Quindi, il comma 2 tratta le disposizioni fiscali: “Allo svolgimento dell’attività enoturistica si applicano le disposizioni fiscali di cui agli articoli della legge 413 del 30 dicembre 1991. Il regime forfettario dell’imposta – continua il comma 2 dell’articolo 47-bis – sul valore aggiunto di cui all’articolo 5, comma 2, della legge n. 413 del 1991 si applica solo per i produttori agricoli di cui agli articoli 295 e seguenti della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006”.

Il comma 3, invece, riguarda gli standard di qualità: “Con decreto del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, adottato d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, sono definite linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per esercizio dell’attività enoturistica”.

Infine, il comma 4, regolamenta l’attività enoturistica. “L’attività enoturistica è esercitata, previa presentazione al comune di competenza, della segnalazione certificata di inizio attività (Scia), ai sensi dell’articolo 19 della legge 241 del 7 agosto 1990, in conformità alle normative regionali, sulla base dei requisiti e degli standard disciplinati dal decreto di cui al comma 3”.

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