La tempesta in un bicchiere d’acqua

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Sta per uscire un nuovo film con protagonista Nicolas Cage? Consigliamo a tutti di munirsi di salvagente prima di tuffarsi in piscina. Secondo un gruppo di statistici buontemponi che si divertono a trovare le più assurde correlazioni di eventi, infatti, tutte le volte che esce un film dove recita l’attore americano aumentano a dismisura le morti per annegamento in piscina negli Usa.

In questo caso sgamare la pura coincidenza tra i due eventi è sin troppo semplice. E ci si ride sopra. Ma a volte le correlazioni spurie – così le chiamano gli statistici – sono così affascinanti e convincenti da sembrare vere.

E’ il caso del recente articolo, o pamphlet, pubblicato da un centro studi tedesco, il Centrum für Europäische Politik di Friburgo, che dimostrerebbe come l’introduzione dell’euro sia stato un grosso affare per la Germania, misurato con incremento di Pil in 20 anni di 1.839 miliardi di euro rispetto a ciò che avrebbe realizzato mantenendo il marco, e un vero e proprio bidone per altri Paesi, tra cui l’Italia, che avrebbe perso oltre 4mila miliardi di euro in Pil che si sarebbero invece generati con la vecchia lira.

I sovranisti de’ noanrtri non hanno potuto trattenere la propria gioia. Ecco la pistola fumante che condanna definitivamente l’euro: uno studio, nero su bianco, e per di più tedesco!!!

Basta però approfondire un minimo la questione per capire che quello che si sono ritrovati in mano i fautori del ritorno alla valuta nazionale è, al più, un pistolino.

Ciò che il Cep ha fatto è stato considerare l’andamento del Pil di un corposo numero di Paesi al mondo, individuare per gruppi quelli che hanno avuto un andamento del Pil simile a ciascun Paese euro dal 1980 sino al 1996 (data dalla quale il cambio tra euro e le valute nazionali dei Paesi aderenti è stato fissato) e a partire dal 1999 (data di nascita della moneta unica) calcolare un Pil sintetico di ciascun Paese euro facendo una media ponderata dei Pil dei Paesi non euro ritenuti simili.

Il Pil sintetico italiano, più alto di quello reale, è calcolato pesando e facendo una media tra le economie di Regno Unito, Australia, Israele e Giappone. In pratica un mischiolotto con poco senso, che non prende in considerazione le caratteristiche economiche e sociali dei vari Paesi, le politiche economiche messe in atto nel frattempo, i rapporti internazionali con altri Paesi e altre economie e tutti quegli aspetti che vanno controllati perché potrebbero influire sul risultato finale falsandolo. Cambiando le date di riferimento e i pesi dati alle economie utilizzate per calcolare il Pil sintetico, tanto per fare un esempio, potremmo dimostrare che a perderci è stata la Germania e a guadagnare la Grecia.

Ciò che ha fatto il Cep è prendere una semplice correlazione, ossia l’adozione dell’euro da parte di alcuni Paesi e l’andamento dell’economia, e trasformarla con un magheggio da trecartari in una relazione di causa effetto.

Per esempio: potremmo fare una statistica per calcolare in un quartiere il rapporto esistente tra la presenza dell’ascensore nei palazzi e la frequenza di malattie cardiache. Prendiamo 100 palazzi con ascensore e 100 senza. Dopo un anno potremmo contare 15 infarti accaduti nei palazzi con ascensore e 3 casi di attacco di cuore nei palazzi senza ascensore.

Evidentemente una correlazione esiste, ma quale? Possiamo ipotizzare che l’essere obbligati a salire e scendere qualche rampa di scale tutti i giorni aiuti gli abitanti dei palazzi sprovvisti di ascensore a mantenere il muscolo cardiaco più allenato e per verificarlo dovremmo selezionare due campioni di abitanti con e senza ascensore, ma per il resto molto simili: stesso stile di vita e alimentare, stessa distribuzione per genere e per età, stessa distribuzione per cultura, reddito e tipo di lavoro, stesso numero di piani nei palazzi, ecc… E così potremmo verificare la nostra ipotesi.

Quello che invece faremmo se seguissimo l’esempio del Cep con il paper sull’euro sarebbe di pubblicare un articolo dal titolo sparato: Gli ascensori provocano l’infarto!

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