Il padiglione “diffuso” della Santa Sede alla Biennale di Venezia

Foster_Biennale_Tecno

Dopo le esperienze del 2013 e del 2015 all’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, la Santa Sede parteciperà quest’anno per la prima volta alla Biennale Architettura con un padiglione che aprirà al pubblico dal 26 maggio.

Un padiglione “diffuso”, che si svilupperà nella cornice del bosco dell’Isola di San Giorgio Maggiore, promosso dal Cardinale Gianfranco Ravasi, coordinato dal Pontificio Consiglio della Cultura, e curato dallo storico di architettura Francesco Dal Co. Il modello è la Cappella nel Bosco costruita nel 1920 da Erik Gunnar Asplund nel cimitero di Stoccolma.

Dieci architetti di diversa nazionalità e formazione sono stati invitati a progettare e realizzare ciascuno una cappella, indagando le possibilità offerte dai differenti materiali. Particolare attenzione nella costruzione sarà data alla possibilità di riutilizzare le strutture dopo l’esposizione, nella tutela e nel rispetto dello spazio naturale circostante.

Francesco Dal Co ha selezionato l’architetto italiano Francesco Cellini e nove progettisti stranieri: Norman Foster, Regno Unito (nella foto il padiglione, in collaborazione con Tecno); Smiljan Radic, Cile; Carla Juaçaba, Brasile; Javier Corvalán, Paraguay; Sean Godsell, Australia; Eva Prats & Ricardo Flores, Spagna; Eduardo Souto de Moura, Portogallo; Andrew Berman, USA; Teronobu Fujimori, Giappone.

Tra le iniziative promosse dal Pontificio Consiglio della Cultura nell’ambito della partecipazione della Santa Sede alla Biennale Architettura 2018 anche un incontro organizzato dal “Cortile dei Gentili” previsto per il 21 settembre, durante il quale quattro architetti si confronteranno tra loro e con il pubblico: “Un’ulteriore occasione, questa, per mostrare quanto possa essere fecondo il dialogo tra architettura e spiritualità e indagare come viene interpretato il messaggio contenuto nella Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco”.

di Danilo Premoli – Office Observer
 

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