Fondazione Agnelli diventa centro di sperimentazione sul lavoro

311
Ratti_Fondazione_Agnelli

“Se il lavoro sta diventando sempre più digitale, per quale motivo dovremmo ancora andare in ufficio? – chiede Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) e fondatore dello studio Carlo Ratti Associati – La risposta ha a che fare con un fattore fondamentale: i rapporti umani. L’idea centrale del nostro progetto per la Fondazione Agnelli è quella che integrando le tecnologie digitali nello spazio fisico possiamo andare a migliorare i modi in cui le persone interagiscono tra loro e abitano un certo spazio, e così facendo possiamo stimolare la creatività sul lavoro. Questa è la nostra idea di “Ufficio 3.0″: una visione che supera allo stesso tempo i limiti dell’ufficio pre-Internet e l’isolamento del lavoro seguito tutto in remoto”.

L’intervento di riprogettazione della sede della Fondazione Agnelli di Torino ha trasformato un edificio per uffici del XX secolo in un’architettura “responsiva” e controllabile tramite un’app dedicata. Grazie a un uso avanzato delle tecnologie Internet delle Cose (IoT), l’edificio, centrato intorno a uno spazio di coworking di circa 3.000 mq, è in grado di adattarsi in tempo reale ai bisogni dei propri utenti. Carlo Ratti Associati ha collaborato con Siemens Italia per dotare i volumi di centinaia di sensori digitali, in grado di monitorare variabili tra cui la posizione delle persone nell’edificio, la temperatura in ogni stanza, la concentrazione di anidride carbonica e la disponibilità delle sale riunioni.

Grazie alla app per smartphone, ciascun utente potrà andare ad agire sul sistema di controllo dell’edificio (Building Management System, BMS) personalizzando la propria esperienza del luogo di lavoro in modo unico: sarà possibile registrarsi, interagire con i colleghi, prenotare meeting room, nonché regolare i livelli di riscaldamento e di illuminazione con un grado di personalizzazione senza precedenti; il sistema può seguire gli occupanti mentre si muovono nell’edificio, creando una “bolla termica” individuale realizzata da una serie di ventole a controsoffitto attivate dalla presenza e del movimento delle persone. Una volta che una persona lascia una stanza, l’ambiente ritorna da solo in modalità standby, risparmiando energia. L’intervento progettuale mostra come il paradigma dell’IoT può essere applicato con successo non soltanto a nuove costruzioni ma anche al patrimonio esistente.

L’obiettivo era anche quello di aprire l’edificio storico alla città e un nuovo corpo aggettante in vetro è stato aggiunto al complesso: al suo interno una caffetteria accessibile ai cittadini del quartiere di San Salvario. “Con questo elemento, che si stacca da una massa di arbusti come galleggiando, l’edificio può trovare un simbolo del proprio carattere inclusivo – dice Antonio Atripaldi, project leader presso Carlo Ratti Associati -. Lo stesso tema prosegue poi all’interno, dove il nostro intervento svela nuove connessioni tra gli spazi. Ad esempio, le scale della villa storica sono ora illuminate da un nuovo lucernario e decorate in modo spettacolare dall’installazione “La congiuntura del tempo” dell’artista Olafur Eliasson”. Tutto intorno all’edificio si trovano un frutteto e una serie di aree verdi progettate da Louis Benech (paesaggista francese che ha ridato forma al giardino Tuileries di Parigi e al Teatro Water Grove di Versailles), che offrono agli utenti la possibilità di lavorare all’aperto, a stretto contatto con la natura. (Foto Beppe Giardino)

di Danilo Premoli – Office Observer

Nessun Commento