La diversificazione ridisegna il nuovo ciclo immobiliare

217

Il cambiamento che i settori delle costruzioni e del real estate hanno vissuto nel corso di questi anni ha portato alla configurazione di un nuovo contesto di mercato, con l’emergere di nuove asset class identificate in modo preciso e connotate da standard e requisiti ben definiti.

La storica segmentazione tra edilizia civile privata, edilizia civile pubblica e infrastrutture sembra, infatti, assumere connotati differenti.

Un tempo con il termine edilizia civile privata si andava a comprendere l’ampio catalogo degli edifici adibiti ad abitazioni e uffici; l’edilizia civile pubblica comprendeva edifici come scuole, ospedali, stazioni e aeroporti per finire con le vere e proprie infrastrutture tipicamente rappresentate dalle strade e dalle autostrade che hanno rappresentato uno dei settori di eccellenza dell’industria nazionale delle costruzioni.

La città, in questo contesto, rappresentava esclusivamente il contenitore dove tutte queste realtà prendevano domicilio.

Nella categoria degli edifici residenziali convivevano abitualmente abitazioni e uffici senza distinzione tra funzioni, senza dimenticare che l’edilizia civile era finalizzata esclusivamente a dare un tetto a una popolazione in incremento, soprattutto nelle grandi città del nord, dove i flussi migratori dal Sud hanno rappresentato una sorgente per la crescita demografica.

In questo contesto, in via generale e con le dovute distinzioni, veniva prestata meno attenzione ai requisiti estetici o di qualità degli edifici, elementi che sembrano invece rappresentare attualmente uno dei driver fondamentale per la diffusione sul mercato del bene immobiliare.

Nell’attuale scenario le asset class sono delle più svariate:
• Il segmento residenziale, sia sotto forma tradizionale che differenziato per tipologia, abitudini e necessità degli utenti finali (senior housing, student housing, co-housing).
• Il segmento direzionale, che vive di esigenze di flessibilità e modularità (co-working).
• Il settore commerciale che nel suo contesto di grande distribuzione organizzata e vede il prevalere di strutture polivalenti che ospitano diverse realtà e non solo tristi contenitori di piccole realtà commerciali.
• Gli spazi di high street invece rispondono ad una logica sartoriale e di attenzione ai desiderata del committente che richiedono una progettazione e una costruzione ad hoc.
• Le strutture sportive e dedicate al leisure vanno via via assumendo un ruolo sempre più centrale nella rigenerazione delle città. Non si parla più solo di spazi dove trascorrere il tempo di una competizione sportiva o svolgere una sessione di sport, bensì spazi dove trascorrere del tempo anche al di fuori della specifica funzione che necessitano di dotazioni tecnologiche e di impiantistica importanti;
• La logistica va via assumendo sempre di più una connotazione legata agli impianti e la componente tecnologica divenuta parte integrante dell’infrastruttura logistica sia essa legata al food e al non food.
• Il settore dell’hotellerie riconosciuto a livello internazionale come asset class di riferimento per gli investitori internazionali;
• Ultimo ma non per questo meno importante il settore dell’heritage che incrementa il proprio peso tre le asset class di investimento e spesso è legato a doppio filo con il settore del turismo.

Il fil rouge che lega tutti questi settori di attività può essere identificato nella modalità con cui la tecnologia e l’innovazione vanno sempre più permeando il settore e come l’impatto della tecnologia sul prodotto finale consente di cucire il prodotto immobiliare addosso al cliente finale adeguandosi alle sue necessità e desiderata.

Il tutto nel contesto di una città che è profondamente cambiata che diventa sempre più vivace e vitale e che ha preso di nuovo coscienza del proprio ruolo di luogo di incontro e di condivisione.

di Valentina Piuma – vai al blog virginialunare.it

Nessun Commento