La Cassazione respinge ricorso dell’Hotel Monaco & Grand Canal

453

Venezia. È stata la prima sezione civile della Cassazione, presieduta dal giudice Vittorio Ragonesi, a respingere il ricorso delle società Edizione Property e Edizione Alberghi, proprietarie dell’Hotel Monaco & Grand Canal, contro Società Italiana Gestione Alberghi Turismo, proprietaria dell’Hotel Carlton on the Grand Canal sull’utilizzo del marchio “Grand Canal”.

Edizione Property e Edizione Alberghi sono assistite dall’avvocato Marina Tabacchi partner dello studio legale Laghi e Tabacchi in Treviso, con l’avvocato romano Massimo Zaccheo dell’omonimo studio legale.

Società Italiana Gestione Alberghi Turismo (S.I.G.A.T.) è assistita dall’avvocato Sergio Camerino partner dello studio legale veneziano Camerino Suppiej, con l’avvocato romano Francesca Crimi.

La Suprema Corte, con sentenza pubblicata il 7 febbraio scorso, ha rigettato il ricorso dell’Hotel Monaco & Grand Canal contro l’ordinanza del Tribunale delle imprese di Venezia che nel 2012 aveva confermato l’utilizzo del toponimo Grand Canal per l’Hotel Carlton.

Le prime mosse della vicenda risalgono al 2005 quando Edizione Property s.p.a. citò la Società Italiana Gestione Alberghi Turismo s.r.l. per indebita utilizzazione dell’insegna e contraffazione del marchio “Grand Canal”. A partire dal 2002 l’Hotel Carlton Executive, di proprietà di S.I.G.A.T., aveva aggiunto alla sua insegna il toponimo “Grand Canal” modificando la denominazione in Hotel Carlton & Grand Canal.

Nel 2009 il Tribunale delle Imprese di Venezia dichiarò la nullità del marchio “Grand Canal” e accertò che l’insegna “Hotel Carlton & Grand Canal” violava i diritti di “Hotel Monaco & Grand Canal” e costituiva un atto di concorrenza sleale. La sentenza fu successivamente confermata dalla Corte di Appello lagunare. Di conseguenza la società S.I.G.A.T. non solo aveva provveduto a modificare l’insegna in “Hotel Carlton on the Grand Canal”, ma aveva anche richiesto al giudice di accertare che l’avvenuta modificazione dell’insegna in “Hotel Carlton on the Grand Canal” eliminasse ogni rischio di confusione o di errore con l’insegna “Hotel Monaco & Grand Canal”.

Con l’ordinanza del 2012 il Tribunale di Venezia confermò la modifica della insegna realizzata dall’”Hotel Carlton on the Grand Canal” dichiarandola in linea con quanto stabilito nella sentenza del 2009.

L’Hotel Monaco e Grand Canal ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo, tra l’altro, che l’ordinanza impugnata “abbia smentito il senso della decisione della Corte di Appello di Venezia che aveva ritenuto come, in tema di insegna, la confusione può crearsi proprio nell’associazione del segno geografico (nella specie nella sua traduzione in lingua inglese Grand Canal) e del nome (Carlton Hotel in luogo di Monaco Hotel), con la stessa sequenza marcata dalla successione ‘nome dell’albergo denominazione geografica’.”

Con sentenza pubblicata il 7 febbraio scorso la Suprema Corte ha respinto il ricorso in quanto “il sindacato di questa Corte – si legge in sentenza – non può investire la valutazione espressa dall’ordinanza sull’efficacia interruttiva della confusività dell’insegna che è venuta a realizzarsi, secondo il giudice del merito, in seguito alla eliminazione della sequenza più volte citata e alla sua sostituzione con la dizione on the Grand Canal che attribuisce al riferimento topografico un significato e un rilievo diverso rispetto al precedente.”

Professionisti coinvolti: Sergio Camerino – Camerino Suppiej; Marina Tabacchi – Laghi & Tabacchi;

Studi legali: Camerino Suppiej; Laghi & Tabacchi;

Clienti: Hotel Monaco & Grand Canal; Hotel Monaco & Grand Canal; Hotel Carlton on the Grand Canal;

 

Nessun Commento