La banca dati degli immobili per affitti brevi porterà consapevolezza

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L’emendamento al decreto crescita sugli affitti brevi può essere considerato positivo se serve a dare consapevolezza, a fare sistema, a far crescere l’intero comparto, in particolare nei singoli proprietari. A due condizioni: se ne spieghino le ragioni e non si complichino gli adempimenti burocratici.

Una premessa: per quanto riguarda direttamente gli operatori professionali, come noi di Halldis, tutto ciò è superfluo: siamo già organizzati e basti solo dire che di codici identificativi ne abbiamo due: quello identificativo dell’azienda e quello dei singoli appartamenti.

Altro discorso riguarda il singolo proprietario. Questa normativa gli darà consapevolezza. Egli capirà che quello degli affitti brevi può essere un business che crea ricchezza per lui e il Paese. Dovrà impratichirsi con le normativa. Verrà a conoscenza della responsabilità penale se non avrà denunciato gli ospiti alle forze di polizia.

Il codice identificativo può però essere un deterrente: l’impegno delle pratiche amministrative può spaventare. Per questo auspichiamo che si trovi il modo che una volta presentata una domanda in un ufficio, sia quest’ultimo – come prevede la legge – a comunicare con gli altri uffici. Un cittadino non deve passare da un ufficio all’altro per rispettare la legge.

Il singolo proprietario sarà anche maggiormente responsabilizzato sul fatto che incorrerà in una sanzione se non pagherà le imposte.

Solo un dato: rispetto ai 250 milioni di entrare previsti con la cedolare secca per gli affitti brevi, lo Stato ne ha incassati solo 10.

Con il sistema dei codici identificati sarà impossibile nascondere un’attività che sottenda l’affitto breve. Tutta l’economia ne gioverà. Secondo una nostra ricerca, in Italia un milione di immobili potrebbero essere locati secondo la formula degli affitti brevi. Ciò genererebbe un guadagno per i proprietari di 1,8 miliardi e ricavi complessivi per l’economia di oltre 4 miliardi.

Ultimo punto. La digitalizzazione del patrimonio immobiliare può assecondare il principio più generale di quella della pubblica amministrazione e dello Stato. Ciò, per esempio, sarà lo strumento ulteriore per avere una fotografia delle città più gettonate e delle nazionalità di provenienza dei turisti. Sarà più semplice realizzare statistiche e politiche di marketing turistico nel nostro Paese, che primeggia nel mondo per arte, bellezza e natura.

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