Guidi: “Stiamo ripensando al lavoro e ai modi di lavorare tenendo al centro la tecnologia”

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L’utilizzo giocoforza obbligatorio di nuove tecnologie dovuto alla pandemia da Covid-19 e dal lockdown impone a progettisti e innovatori di pensare quale sarà il modo di lavorare del futuro. Un futuro nemmeno tanto remoto, “anche perché – afferma Franco Guidi, partner e amministratore delegato di Lombardini22 – non torneremo indietro”.

“I ragionamenti che abbiamo fatto sui nuovi modi di lavorare nell’ambito della Design Force promossa da Mind – spiega Guidi – partono dalla constatazione che siamo passati dalla forza della densità, del trovarsi, dell’incontro casuale a questa nuova realtà in cui l’aggregazione è pericolosa”.

Ciò non implica però che i principi alla base del modo di lavorare emergente sino a febbraio, basato su condivisione (anche dei luoghi), relazioni orizzontali, scambio di conoscenze e valutazione del lavoro per obiettivi piuttosto che per ore passate in ufficio. Anzi, “grazie all’alfabetizzazione tecnologica che tutti siamo stati obbligati a raggiungere e all’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione collettiva, che hanno permesso di realizzare in modo semplice e immediato meeting, riunioni e incontri, consentendo una vicinanza e una capacità di dialogo importante”.

Per il futuro, quindi, “pensiamo che in futuro si svilupperanno rapporti lavorativi omnichannel – prevede Guidi – Un po’ in ufficio, un po’ da casa, un po’ in coworking, un po’ sparsi…”.

Peraltro con contaminazioni di senso quasi imprevedibili: “Questi nuovi strumenti di comunicazione collettiva sono mal sofferti dai soggetti più espansivi e invece hanno consentito ai più introversi di emergere e si confrontarsi alla pari in mezzo ai gruppi di lavoro – conclude l’ad di Lombardini22 – Tanto che ci sono realtà che stanno già studiando come replicare queste dinamiche anche dal vero, quando si tornerà in ufficio con meno limiti precauzionali”.

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