Goodman torna alla carica in Italia. Mario Costa è il country manager

Goodman rimette entrambi i piedi nel mercato italiano della logistica. Il gruppo, uno dei principali operatori immobiliari a livello mondiale del settore, che possiede, sviluppa e gestisce spazi logistici e di stoccaggio, ha infatti deciso di riaprire la sede italiana, scegliendo Mario Costa come country manager.

Per la verità l’operatore, originario dell’Australia, non aveva mai lasciato definitivamente il Belpaese: qui, dove era operativo prima della crisi, ha mantenuto la gestione di un paio delle sue opere degli anni scorsi, ma nel periodo peggiore della crisi ha preferito prendere armi e bagagli e trasferire tutto il desk in Belgio, una delle principali sedi europee.

Ora, anche a seguito del boom del settore logistico in Italia e delle richieste dei clienti già serviti nel resto dell’Europa (e anche oltre), ha deciso di usare quello spiraglio che aveva mantenuto aperto nella porticina verso il Belpaese varcandolo del tutto, con tanto di armi e bagagli, e riportando un ufficio anche qui.

“Un passo fondamentale – ha spiegato Costa durante un incontro ristretto con la stampa – in quanto i committenti delle operazioni che segue Goodman, che partono dallo sviluppo degli immobili logistici, richiedono un track record importante e presenza sul territorio”. In effetti il rapporto economico che si crea in queste situazioni tra i vari protagonisti in campo è necessariamente di lungo periodo. Giocoforza che la fiducia tra le parti – non solo che l’operazione di sviluppo venga portata a buon fine, ma anche che la gestione e gli obblighi contrattuali che ne derivano vengano rispettati da tutti gli attori in commedia – sia un punto fondante di qualsiasi operazione. E naturale che essere presenti in loco, anche fisicamente, contribuisce parecchio ad accrescere la fiducia tra le parti.

La nuova struttura italiana di Goodman, inizialmente molto leggere, si dovrebbe ampliare rapidamente dai due pionieri iniziali (Costa e un ingegnere responsabile tecnico) a oltre una quindicina di persone, che verranno impiegate in tempi brevi.

Le bocche restano cucite su quelli che sono gli obiettivi d’investimento, di rendimento o sull’esistenza di primi accordi già in stato avanzato. Dal punto di vista strategico, comunque, Goodman si muoverà sia sugli edifici build to suite sia su investimenti opportunistici.

E non è difficile ipotizzare che, anche qui, possa arrivare qualche aiutino dai clienti esteri della società di sviluppo immobiliare logistico, interessati a insediarsi o a espandere la propria attività nel Belpaese. Tra i quali, peraltro, non non manca il nome che in questo momento il mondo della logistica girare fa: quello di Amazon.

Con 22,6 miliardi di euro di asset totali in gestione a livello globale, incluse più di 140 proprietà in Europa, Goodman è si dichiara nelle comunicazioni ufficiali “fortemente qualificato per rispondere alle esigenze dei suoi clienti internazionali e locali riguardo alle proprietà industriali nel promettente mercato italiano”.

Il gruppo punta quindi “a espandere il suo successo in Italia, come ha fatto in altri dieci paesi Europei. Con più di 5,3 milioni di metri quadrati in gestione nella regione, Goodman si è fortemente affermato in Europa come partner di prima scelta per lo sviluppo e la gestione di proprietà industriali di alta qualità – dai grandi centri di distribuzione alle strutture logistiche urbane last mile. Il Gruppo cerca attivamente di fornire ai clienti nuovi spazi in posizioni strategiche, vicino a infrastrutture e consumatori, per completare il portafoglio esistente”.

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