I gioielli dell’ex Popolare di Vicenza vanno all’asta in blocco

Il patrimonio immobiliare dell’ex-Banca popolare di Vicenza, in liquidazione coatta amministrativa, arriva sul mercato.

La procedura, che è stata avviata venerdì scorso, sarà curata e gestita dall’advisor Vitale&Co. L’operazione riguarda tutti gli immobili dell’ex-Banca popolare di Vicenza e di proprietà della società Immobiliare Stampa.

L’intero pacchetto immobiliare, il cui valore nell’ultimo bilancio dell’istituto di credito era valutato 400 milioni di euro, comprende 200 immobili e annovera importanti palazzi storici. I liquidatori, che fanno capo alla società pubblica Sga (la Società per la gestione del patrimonio controllata dal Tesoro), cercano un acquirente che rilevi in blocco la società Immobiliare Stampa, interamente controllata dall’ex popolare.

Il crac della Pop Vicenza

L’operazione di liquidazione, annunciata a seguito della pubblicazione di un avviso pubblico, è frutto del crac finanziario della Banca Popolare di Vicenza avvenuto circa tre anni fa.

La vicenda che porterà l’istituto vicentino, assieme a Veneto Banca, al fallimento controllato diventa nota al grande pubblico il 22 settembre 2015, quando la Guardia di Finanza esegue una serie di perquisizioni presso l’istituto vicentino. Le ipotesi di reato, aggiotaggio e ostacolo delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, fanno intuire che si è di fronte a un’inchiesta che avrebbe scosso l’intera Bpvi, se non l’intero sistema bancario italiano.

Le indagini prendono il via da alcuni esposti presentati da soci e correntisti della banca Popolare, ma anche e soprattutto dalla decisione dell’ex direttore generale Samuele Sorato di valutare azioni legali nei confronti dell’allora presidente Gianni Zonin, che si dimetterà nel novembre del 2015, per alcuni attriti nella gestione della Banca.

I magistrati che hanno indagato sulla vicenda per due anni hanno spiegato che gli indagati “in tempi diversi, diffondevano notizie false e realizzavano operazioni simulate e altri artifici idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni Bpvi e a incidere in modo significativo sull’affidamento riposto dal pubblico nella stabilità patrimoniale del Gruppo bancario”. Avrebbero inoltre concesso finanziamenti finalizzati all’acquisto e alla sottoscrizione di azioni della Vicenza stessa (operazioni che nel gergo finanziario vendono dette operazioni baciate o prestiti baciati), per un controvalore complessivo di 963 milioni, anche assumendosi l’impegno di riacquisto dei titoli per determinare una apparenza di liquidità del titolo sul mercato secondario.

Il 5 marzo 2016 l’assemblea delibera la trasformazione della popolare in società per azioni, un aumento di capitale e la quotazione in Borsa. Tuttavia, la mancata sottoscrizione dell’aumento da parte della maggioranza dei soci costringe il Fondo Atlante a intervenire per assicurare la necessaria ricapitalizzazione della banca. Nel fondo converge anche Veneto Banca, coinvolta in una vicenda simile a quella della Bpvi.

Nel 2016 la Popolare di Vicenza registra 1,9 miliardi di perdita e il 6 dicembre ne prende le redini Fabrizio Viola (ex manager di Monte dei Paschi di Siena).

Nel giugno 2017 Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca vengono poste in liquidazione coatta amministrativa e Intesa San Paolo acquista al prezzo simbolico di 1 euro Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca senza farsi carico dei crediti deteriorati.

I gioielli di famiglia in liquidazione

Nel patrimonio di oltre cento immobili di Immobiliare Stampa si trovano prestigiose opere architettoniche quali Palazzo Thiene di Andrea Palladio (valore a libro 10 milioni di euro), sede di rappresentanza dell’ex popolare vicentina. Il Palazzo dei fratelli Marcantonio e Adriano Thiene costituisce l’unica porzione realizzata di un grandioso fabbricato quadrilatero che, secondo la tavola pubblicata da Palladio nei Quattro Libri, avrebbe dovuto estendersi all’intero isolato compreso tra contrà Porti e contrà S. Gaetano, affacciandosi direttamente sul principale asse viario cittadino.

Edificato tra il 1542 e il 1560 da Andrea Palladio su progetto di Giulio Romano, Palazzo Thiene è un straordinario esempio di architettura rinascimentale a Vicenza, incluso nella lista dei monumenti patrimonio mondiale dell’Unesco. Negli ambienti del palazzo, impreziositi negli anni da arredi d’epoca, trova collocazione la Pinacoteca con i dipinti antichi dei grandi maestri della pittura veneta, che vanno dal Quattrocento al Settecento, e alcune opere di Bellini, Caravaggio, Tintoretto, Tiepolo.

Tra i pezzi di pregio del patrimonio immobiliare c’è anche Palazzo Repeta (valutato 9,3 milioni di euro), ex sede di Banca d’Italia. L’immobile, sito in Piazza San Lorenzo a Vicenza, fu iniziato nel 1701 e completato nel 1711 dal Marchese Scipione Repeta. È una delle prime opere di Francesco Muttoni.

Il ricco elenco di immobili continua, si passa da Palazzo Negri (valore stimato 2,3 milioni) a Vicenza, alla sede di via Turati nel centro di Milano, alla lussuosa filiale nel centro storico di Roma in Largo del Tritone, valore stimato 34 milioni. C’è poi il palazzo in corso Cavour a Udine per 1,3 milioni, quello di Palermo (quasi 17 milioni) e ancora 2,7 milioni per un palazzo a Castelfranco Veneto, 7,4 milioni per quello di Padova ma anche l’hotel San Marco di Cortina.

Le manifestazioni di interesse dovranno pervenire entro e non oltre le ore 17:00 del 13 marzo 2019. Sarà poi chiesto agli interessati all’acquisto di presentare un’offerta non vincolante entro il 16 aprile. L’obiettivo dei liquidatori è di completare l’operazione entro l’estate.

Nessun Commento