Crupi: “Immobiliare a Milano già a livelli pre covid. Il pericolo? La perdita di occupazione”

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“La ripresa dell’attività di agency e anche di advisory, in particolare nel settore immobiliare residenziale, è stata davvero a V come i più ottimisti ipotizzavano in pieno lockdown”, dice Giuseppe Crupi, amministratore delegato di Abitare Co, in questa intervista concessa a Re2.

Ovviamente non si è recuperato tutto il terreno perduto: “Per fine anno stimiamo un calo del numero di transazioni del 19% rispetto al 2019 sul mercato milanese, e un valore del transato che raggiungerà 6,7 – 7 miliardi rispetto ai circa 8 dello scorso anno”, ma il livello di attività è tornato a livelli da inizio anno.

Al di là dell’utilizzo sempre più massivo della tecnologia che riguarda da vicino anche il settore immobiliare, e delle nuove esigenze dell’abitare, stimolate dall’esperienza del lockdown – “i mono e bifocali sono meno richiesti in favore di abitazioni magari più periferiche, ma comunque più grandi” – i pericoli per il prossimo futuro potrebbero arrivare, secondo Crupi, “dalle difficoltà di ripartenza delle nuove operazioni, al momento non annullate o rinviate sine die, ma comunque molto rallentate”; e dai possibili effetti negativi di pandemia e lockdown sull’occupazione. “Il quadro sarà più chiaro verso settembre / ottobre, ma una perdita consistente di posti di lavoro potrebbe avere conseguenze importanti”.

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