Confindustria Alberghi sul Dl dignità: “Criticità sui contratti a termine”

Riceviamo dall’ufficio stampa di Confindustria Alberghi la dichiarazione del presidente Giorgio Palmucci e volentieri pubblichiamo.

Bene la reintroduzione dei voucher, uno strumento utile e di semplice utilizzo, la cui abrogazione era sembrata più ideologica che sostanziale dato che con le modifiche già introdotte, ogni ipotesi di possibile abuso era stata già superata. Resta però aperto il tema dei contratti a termine perché se è vero che le prestazioni coperte dai voucher potevano essere gestite con il contratto a termine, non è vero il contrario, almeno nel nostro settore.

Il ritorno dei voucher non sostituisce la necessità di superare il problema delle causali che nell’attuale formulazione, rischia di bloccare qualsiasi rinnovo viste le incertezze interpretative che andrebbero a crearsi.

Un risultato che penalizzerebbe le imprese e lavoratori del settore, paradossalmente proprio quelle professionalità più qualificate che hanno avuto già esperienza in azienda, ma che in ragione del mancato rinnovo, non possono essere richiamate.

Un problema che, sommato all’aggravio crescente dei costi previsto nel decreto e che si va a sommare al contributo aggiuntivo introdotto dalla Fornero, crea gravi difficoltà alle nostre imprese proprio quando il turismo italiano si trova davanti alla sfida più importante, quella di consolidare una ripresa che negli ultimi anni è stata trainata dalle vicende geopolitiche del Mediterraneo, ma che ora dovrà reggersi sulle sue gambe.

L’adozione di soluzioni che penalizzano ulteriormente le imprese in condizioni in cui il ricorso ai contratti a tempo indeterminato è impossibile per la natura stessa dell’attività, finisce per operare nella direzione opposta rispetto agli obiettivi di governo, andando a colpire proprio l’occupazione, non solo quella delle aziende alberghiere ma anche quella dell’importante indotto che queste generano sul territorio e sull’economia del paese.

Il dibattito che si è aperto è molto importante e confidiamo che all’interno del Governo e nel passaggio in parlamento, questi nodi possano essere affrontati e risolti per dare slancio ad una economia che non può essere delocalizzata e che può portare ancora valore ed occupazione al Paese.

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