Case vacanza: per la Gdf due affitti su tre sono irregolari

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Non si può dire che il business degli affitti brevi, in particolare per quanto riguarda le case vacanza, brilli per correttezza dal punto di vista fiscale. Il fenomeno emerge in maniera chiara e netta ogni estate, quando la Guardia di Finanza intensifica i controlli su questo tipo di business, andando in pratica a colpo sicuro.

Da giugno ad oggi, le fiamme gialle hanno effettuato 404 controlli sui proprietari di seconde e terze case per gli affitti nelle località di vacanza. Il risultato di tali ispezioni non è edificante: in 256 casi, in pratica due su tre, sono emerse irregolarità, per un totale di 1.680 violazioni. In Sardegna, Puglia, Toscana, Emilia Romagna e Lazio i casi più numerosi.

l’Agenzia di stampa Agi riporta alcuni casi delle irregolarità riscontrate. Nelle Cinque terre, per esempio, l’80% degli operatori turistici controllati aveva dichiarato di disporre di un numero di camere e posti letto inferiore a quelli effettivamente riscontrati in sede di ispezione.

Sono inoltre emersi ricavi non dichiarati per oltre un milione di euro e Iva evasa per oltre 140mila euro. Insomma, non sono solo i colossi alla Booking.com, ad evadere le imposte. Ma sono anche i piccoli proprietari e operatori, gli stessi che stigmatizzano con tanto di indice armato puntato contro gli evasori (quando sono gli altri) l’atteggiamento lasco in tema fiscale dei colossi del web, leader indiscussi del settore.

A Catania, altro esempio citato da Agi, si riscontra lo “strano” fenomeno di un enorme numero di B&B inesistenti per il fisco, ma cliccatissimi online. Sono 11 le strutture individuate, di cui 5 completamente abusive perché sprovviste delle necessarie autorizzazioni di inizio attività e non in regola con gli obblighi tributari. Denunciati 8 gestori.

Il tema della fiscalità e delle imposte sui guadagni rivenienti dagli affitti brevi è molto delicato e, è intuibile, politicamente spinoso da affrontare. Lo sviluppo di società proptech che si occupano in modo industriale di gestione di affitti brevi, aumentando l’efficienza grazie all’uso della tecnologia, potrebbe favorire una maggior trasparenza, anche fiscale, di questo mercato. Perché l’evasione della cedolare secca sugli affitti, pari al 21%, consente agli evasori un enorme margine di manovra sul prezzo in offerta di fatto rendendo asimmetrico e falsando il mercato.

Senza contare, ovviamente, la questione morale alle spalle dell’evasione fiscale, il peso di minori entrate per l’Erario, esigenze di copertura della spesa pubblica, ecc… Purtroppo, anche in questo caso, l’opinione pubblica nazionale è convinta che le finanziarie debbano essere fatte quadrare tramite la lotta all’evasione fiscale, purché l’evasione combattuta sia quella degli altri.

In tutto l’attività della Gdf ha portato a condurre 27.121 controlli nelle località balneari, di montagna e nelle città d’arte: il 22% in più rispetto all’estate scorsa, per una media di 18 interventi all’ora, oltre 400 al giorno. Tra i settori operativi rafforzati figurano quelli tipicamente estivi: la lotta all’abusivismo commerciale, all’evasione fiscale legata alle case-vacanza, alle truffe del carburante, al caporalato e alla contraffazione, ai prodotti non sicuri e ai traffici di droga, in parte destinata a rifornire i punti di spaccio dei centri turistici.

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