Appello del sindaco Caprioglio: “Non spegnete i riflettori sul territorio savonese”

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Riceviamo questo accorato appello dal sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio, e molto volentieri pubblichiamo.

Ieri sera la notizia della chiusura di altri tratti autostradali mi ha costretto a suggerire all’attore Gabriele Lavia, in partenza per Torino, un percorso alternativo.

E’ stato il termine di una difficile giornata, iniziata con la mia richiesta di attenzione al Ministro De Micheli: nel savonese siamo tagliati fuori e dopo esserci preoccupati di aver messo in sicurezza le persone isolate dalla frane adesso dobbiamo occuparci dei danni che questa ennesima ondata di maltempo, che ormai non deve più considerarsi eccezionale vista la frequenza con cui si verificano in questi ultimi anni, creerà alla nostra economia.

Ieri all’uscita dalla Prefettura sono andata a parlare con i lavoratori del nostro Porto che, giustamente preoccupati, si erano riuniti lì davanti. Prima in Prefettura avevo ribadito con forza al Ministro che i Sindaci non devono essere lasciati soli quando, dopo qualche giorno o settimana, si spengono i riflettori sui nostri territori.

Noi restiamo con il peso delle nostre responsabilità e i limiti delle risorse che abbiamo o che possiamo spendere. Già dopo il crollo del ponte Morandi ci avevano chiesto un report della situazione delle nostre strade, noi con diligenza avevamo consegnato la fotografia delle piccole o grandi criticità, nella consapevolezza che gli aiuti concreti per affrontarle e risolverle non ci sarebbero poi arrivati. E continuiamo a combattere con la scarsità di risorse economiche e umane: non abbiamo le persone per progettare, non abbiamo gli uomini da mettere a presidiare il territorio nell’emergenza, non abbiamo neppure il numero di transenne sufficienti per bloccare una strada ostruita da una frana!

Ci parlano di piani straordinari, ma intanto noi sia qui a gestire con affanno anche l’ordinario insieme ai nostri tecnici, ai nostri dirigenti, ai nostri agenti tutti a rimboccarsi le maniche e a inventare soluzioni dettate dalla disperazione e dalla necessità di fornire soluzioni che i Cittadini, talvolta giustamente adirati talvolta comprensivi ci chiedono.

Noi sindaci continuiamo a combattere, ogni giorno contro il nemico che a volte si chiama procedura burocratica, a volte predissesto, a volte blocco delle assunzioni, a volte fango.

Combattiamo, ma non vogliamo più essere voci inascoltate dei territori. Siamo l’anello di congiunzione fra i Cittadini e la politica, scritta volutamente con la p minuscola. La politica troppo distratta, la politica che ha perso il dono dell’ascolto.

Sono un Sindaco, sento tutta la responsabilità di questo incarico che svolgo col massimo impegno e la massima passione, vivo quotidianamente la frustrazione di non potere dare le risposte, offrire le soluzioni che vorrei ai miei Concittadini.

Ieri sera Gabriele Lavia dal palcoscenico mi ha chiesto: “E tu sindaco cosa fai?” Gli ho risposto “Io Combatto!” Lui mi ha detto: “Più forte Sindaco. E tu cosa fai?” e io stravolta da notti insonni e giorni fra acqua, fango e anche tanta paura, perché noi Sindaci abbiamo costantemente paura per l’incolumità dei nostri Cittadini ho urlato: “Combattooo!”

Poi il sipario cala, i riflettori si spengono e noi Sindaci continuiamo a essere combattenti solitari.

Ilaria Capriogliosindaco di Savona.

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