Banca d’Italia: prezzi stabili per il mercato della casa

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Per gli agenti immobiliari i prezzi di vendita del settore residenziale sono rimasti stabili nel secondo trimestre 2019, mentre il divario fra prezzi offerti e domandati continua a essere il fattore principale sottostante alla cessazione degli incarichi a vendere. E’ quanto emerge dal sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia condotto da Banca d’Italia dal 24 giugno al 19 luglio su un campione di 1.499 agenzie.

I giudizi sull’andamento della domanda nel secondo trimestre sono prevalentemente favorevoli: la quota di agenzie che segnalano di aver venduto almeno un’abitazione nel trimestre aprile-giugno è salita; i tempi di vendita hanno continuato a ridursi. Resta tuttavia negativo e si è ampliato il divario fra i giudizi di aumento e di diminuzione dei potenziali acquirenti.

Dal mercato delle locazioni sono emersi segnali favorevoli: è aumentata significativamente la quota di agenzie che hanno dichiarato di aver locato almeno un immobile.

Per il trimestre in corso è invece tornato a prevalere il numero di agenzie che esprimono valutazioni sfavorevoli sulle condizioni del proprio mercato di riferimento; le indicazioni relative al mercato nazionale, pur restando positive, sono divenute più caute.

Indagine sul mercato delle abitazioni in Italia

Di seguito i principali risultati emersi dal sondaggio di Banca d’Italia.

Stabilità dei prezzi

Nel secondo trimestre i giudizi sui prezzi di vendita restano orientati alla stabilità secondo l’80% circa degli operatori. Il saldo tra le quote di chi segnala pressioni al ribasso e al rialzo (pari al 17 e al 3%, rispettivamente) resta contenuto e su livelli pressoché invariati rispetto alle ultime cinque rilevazioni.

Aumenta la quota di agenzie che hanno venduto almeno un immobile

E’ tornata ad aumentare (all’81,7 dal 74,8%) la quota di agenzie che hanno venduto almeno un immobile, dopo le flessioni registrate nelle due precedenti rilevazioni; il miglioramento è stato diffuso a tutte le aree geografiche. Quasi l’84% degli operatori ha venduto solo abitazioni preesistenti, mentre è salita al 15,7% (dal 9,6) la percentuale di quelli che hanno
intermediato anche nuovi immobili. Alla fine del trimestre, il saldo fra la
quota di agenzie che segnalano un numero di incarichi da evadere superiore rispetto a tre mesi prima.

Si riducono gli incarichi a vendere

Appena l’8,0% delle agenzie ha segnalato un aumento degli incarichi a vendere, dal 9,7 della scorsa rilevazione, il valore minimo dall’inizio della serie. Di contro, è salita quasi al 18%
(dal 15) la percentuale di operatori che ne registrano una diminuzione. L’assenza di proposte di acquisto per via di prezzi richiesti ritenuti troppo elevati continua a essere il motivo prevalente di cessazione dell’incarico a vendere (la percentuale è pressoché stabile al 65%).

Margine di sconto stabile, tempi di vendita in calo

Il margine medio di sconto sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore si è attestato al 9,8%, sugli stessi livelli della scorsa rilevazione. I tempi medi di vendita sono nuovamente calati, scendendo attorno ai 6 mesi (da 7 nel primo trimestre), il valore minimo
dall’inizio della serie nel 2009.

Aumenta il peso dei mutui

La quota di acquisti finanziati attraverso mutuo ipotecario sale di quasi due punti percentuali (all’80% circa), mentre rimane pressoché stabile il rapporto fra il prestito e il valore del singolo immobile.

Segnali positivi dal mercato delle locazioni

La percentuale di operatori che hanno dichiarato di aver locato almeno un immobile è nettamente aumentata nel secondo trimestre (all’86,8% da 74,2), riportandosi su livelli elevati. Nello stesso periodo, il saldo fra giudizi di aumento e di riduzione dei canoni di locazione è divenuto positivo per la prima volta dal 2013, sebbene continuino a prevalere largamente i giudizi di stabilità (circa l’83%); l’andamento favorevole si confermerebbe anche nel trimestre
estivo. Il margine medio di sconto rispetto alle richieste iniziali del locatore si è lievemente
ridotto, al 2,3 dal 2,5%.

Peggiorano le attese degli agenti

Il saldo tra giudizi favorevoli e sfavorevoli sulle condizioni del proprio mercato di riferimento nel terzo trimestre è diminuito a -1,1% da 4,9 nel trimestre corrispondente del 2018, tornando in territorio negativo per la prima volta dal secondo trimestre del 2016. Sul dato ha inciso soprattutto il marcato peggioramento fra le agenzie che operano nelle aree urbane del Nord. Anche il saldo relativo al numero atteso di nuovi incarichi a vendere nei tre mesi luglio-settembre ha segnato una decisa diminuzione, che tuttavia è in larga misura ascrivibile a fattori stagionali (-1,2% da 16,4; era pari a 2,6 nel corrispondente periodo del 2018). La larga maggioranza degli operatori si attende prezzi stabili nel terzo trimestre; le pressioni al ribasso continuerebbero a prevalere su quelle al rialzo (con quote pari al 16 e 3% circa, rispettivamente).

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