Arcaini (Rina Prime): “Puntiamo in alto su valutazioni e servizi tecnici”

Sorta dalla combinazione e complementarietà di Rina e Axia.Re, eccellenze nei rispettivi settori, Rina Prime Value Services è una neonata realtà che si propone di erogare servizi integrati a supporto della gestione degli attivi delle banche per consentire loro di presidiare, gestire e valorizzare ogni fase del processo del credito e dell’investimento. Ne abbiamo parlato con l’amministratore delegato Nicola Arcaini, che su Requadro ha collaborato con numerosi e approfonditi contributi riguardanti in particolare il tema delle valutazioni immobiliari.

Domanda: Dottor Arcaini, ci racconta un po’ la sfida che ha voluto raccogliere con l’avvio di Rina Prime?
Risposta: Il mercato delle valutazioni immobiliari connesse all’erogazione del credito, seppur per certi versi maturo, ha subito importanti cambiamenti strutturali determinati dall’impatto normativo dei regolatori, sempre più orientati alla tutela del rischio di credito. Aggiungerei a questo l’evoluzione del mercato dei capitali di investimento, il cui interesse oggi si estende a tutte le asset class immobiliari, anche le più specialistiche. In questo scenario nasce e si posiziona Rina Prime Value Services. Crediamo di saper interpretare ed anticipare l’evoluzione del settore, basando la nostra proposta sull’integrazione delle esperienze di Rina – multinazionale leader nella certificazione, nei servizi per le Infrastrutture, per il marine e per l’energia, con la componente di elevata specializzazione e focalizzazione di competenza nel settore della valutazione di Axia.Re.

D: Quali sono gli obiettivi in termini di posizionamento sul mercato, fatturato e ruolo sul mercato stesso?
R: Siamo ambiziosi e abbiamo piani di crescita importanti. L’operazione Rina Prime sta trovando ottimi riscontri sul mercato. Siamo riconosciuti dal mondo bancario come un partner indipendente e credibile, focalizzato sulla valutazione e sui servizi tecnici correlati, e facciamo dell’assenza di conflitti di interesse un elemento realmente distintivo. Per questo abbiamo già acquisito clienti importanti e siamo stati invitati a tutti i principali tender promossi dalle banche. Ma c’è di più.

D: Cioè?
R: Per superare le nuove sfide della valutazione è necessario l’impiego di risorse, processi, workflow operativi certificati, riconosciuti in ambito nazionale e internazionale, oltre a disponibilità di infrastrutture tecnologiche che permettano la gestione efficiente di un sempre maggior numero di dati, valorizzando questo patrimonio informativo sia per finalità predittive che per analisi retrospettive. Avere i dati non basta, è necessario saperli gestire e tesaurizzare.

D: Mi pare di capire che la tecnologia occupi un ruolo centrale per la produzione del vostro servizio; quali sono le peculiarità e i punti di forza che ciò assicura?
R: Lo confermo! Abbiamo un sistema di business e data intelligence assolutamente unico sul mercato. Se dovessi esprimermi per concetti chiave, certamente sarebbero:
• Intelligenza artificiale e machine learning
• Approvvigionamento su tutti i market place della compravendita
• Algoritmi di calcolo e di esportazione dati di massima efficienza
• Strumenti di reporting ed analisi dei dati che ottimizzano i processi decisionali

Il sistema di data & business intelligence di cui disponiamo è stato creato per dare supporto operativo e strategico a sostegno delle decisioni di rischio e di investimento.

D: In qualità di presidente del Comitato scientifico della commissione valutazione per il credito di Assoimmobiliare lei ha partecipato anche all’aggiornamento delle linee guida Abi sulla valutazione degli immobili, quali sono le ultime novità di rilievo?
R: Devo andare sul tecnico…

D: Prego, cercheremo di seguirla.
R: Le Linee guida 2018 recepiscono il nuovo riferimento normativo della 17° revisione della circolare 285 della Banca d’Italia e si adeguano alle migliori prassi del mercato. Si chiarisce (qualora ce ne fosse ancora bisogno!) che il perito può essere una persona fisica o un soggetto costituito in forma societaria o associativa. Le società di valutazione da benchmark sono diventate “norma” di riferimento. Viene reintrodotto il concetto che una corretta analisi di mercato deve basarsi non solo sulla fonte delle compravendite, ma considerare anche i dati e la dimensione dell’offerta, in modo da unire l’andamento storico con le proiezioni derivanti dagli asking prices. Infine, anche come membro di Rics, non posso che vedere con estremo favore il coinvolgimento, per questo aggiornamento, proprio di Rics e Tegova. Chi meglio dei soggetti che producono gli standard di valutazione può dare ulteriore credibilità e respiro internazionale alle Linee Guida?

D: Su cosa c’è ancora invece da lavorare?
R: In questa occasione abbiamo inserito anche un addendum dedicato ai cosiddetti “asset speciali”. E’ un passo nella direzione giusta, ma non basta ancora: c’è ancora un gap, nel mondo delle valutazioni di asset class specifiche o nella dimensione high corporate, tra le best practice richieste dagli investitori e certe prassi, non sempre aggiornate, in uso presso le banche.

D: La bomba Npl, che negli anni scorsi era presentata come la più pericolosa mina per la stabilità del sistema bancario pare disinnescata… Dal suo punto di osservazione, qual è la situazione del credito bancario (Npl, Utp e dintorni)?
R: Le banche italiane, lo dicono i dati, hanno fatto molto bene la loro parte sul tema dello smaltimento degli Npl. Ci sono e ci saranno ancora, per qualche tempo, portafogli sul mercato, ma siamo il Paese che in Europa ha agito meglio sul tema. Avendo fatto bene sulle sofferenze conclamate, siamo persuasi che il sistema bancario italiano lavorerà bene anche sugli Utp. Su questo punto la mia personale opinione è che l’obiettivo deve essere quello di riportare in bonis tanti più fascicoli possibile. Ogni azienda che riparte e che non chiude ha effetti esponenzialmente positivi sull’economia e sulla fiducia.

D: Quali effetti sono prevedibili, se ci saranno, sul mercato del credito bancario e in particolare su quello ipotecario provocati dalla fine del QE?
R: Auspico che i livelli attuali dello spread abbiano già internalizzato, in buona parte, l’effetto del progressivo spegnimento del QE. Certo è che l’economia europea, e l’Italia ne risente più di altri Paesi, è in visibile rallentamento. Non entro nella disamina della situazione politica, ma osservo sommessamente che competenza e credibilità sono un formidabile contributo attrattivo all’arrivo di investimenti.

D: Più in generale, cosa dobbiamo attenderci per il futuro dal vostro settore?
R: La sfida per il futuro si chiama professionalità. E lo sviluppo della tecnologia chiama e richiede una professionalità sempre maggiore. Per essere capaci di gestire i nuovi strumenti (big data e intelligenza artificiale per fare solo due esempi) bisogna avere livelli di competenza davvero elevati. Le evoluzioni tecnologiche sono come un grande e potente animale: se sappiamo cavalcarlo avremo uno strumento formidabile di cui valerci, altrimenti è alto il rischio di essere travolti.

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