Al Polo di Mantova del Politecnico di Milano il primo premio del Piranesi Prix de Rome 2018

Villa Adriana a Tivoli

Nato nell’estate del 2003, il Piranesi Prix de Rome è il concorso annuale di architettura per l’archeologia aperto alle Università e ai professionisti impegnati nel progetto architettonico per la valorizzazione e riqualificazione del patrimonio. Alla fine del 2006, dopo quattro edizioni, il Piranesi Prix de Rome è divenuto progetto di formazione permanente ed è stata fondata una vera e propria scuola basata sulla connessione tra le discipline del progetto e quelle dello scavo archeologico. All’inizio del 2007 viene così costituita l’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia Onlus, i cui principali ambiti di ricerca sono stati l’Area Archeologica di Villa Adriana e l’Area Archeologica Centrale di Roma, nonché l’esperienza dell’Ecòle des Beaux Arts sul corpo dell’archeologia romana e italiana in generale e la quale si pone come obiettivi fondamentali l’avviamento della Scuola e il potenziamento e internazionalizzazione del Premio Piranesi.

Tema di quest’anno lo sviluppo dei “territori fragili” all’interno caso studio di Tivoli, nel cui territorio insistono ben due siti Unesco, attraverso proposte di sistemazione a verde e di potenziamento dell’infrastruttura ricettiva. Il progetto presentato dal Polo di Mantova del Politecnico di Milano per Villa Adriana opera con pochi discreti interventi di sutura, evitando di incidere il territorio e affidando alla storia dei luoghi il compito di dettare le regole insediative.

La proposta è quella di un ampio parco urbano attraversato da percorsi naturalistici sinuosi, uno fluviale, l’altro campestre. Lungo questi tracciati si innestano percorsi, scale e rampe per l’accessibilità ai negozi, luoghi nascosti nel paesaggio e nella vegetazione, affacciati su ampi patii interrati che accolgono al loro interno le presenze archeologiche che la regione custodisce e restituisce a ogni superficiale escavazione. Il disegno del complesso ricettivo intende costruire nuove relazioni tra abitare e paesaggio, rivisitando la tipologia della casa a patio: un’ordinata e compatta aggregazione di piccole domus, distribuite da percorsi che, dal paesaggio, si innestano nel complesso abitativo, suddiviso per categorie in insulae, segnato da cipressi che “abitano” la soglia di ciascun ingresso, segno di accoglienza e ospitalità, e da ulivi piantati all’interno dei patii privati.

Il gruppo di docenti che ha firmato il progetto vincitore, coordinato dal Prorettore del Polo di Mantova professor Federico Bucci, è composto da Eduardo Souto de Moura (Pritzker Prize 2011), John Pinto (Princeton University), Barbara Bogoni, Paulo David, Marco Introini, Maria Cristina Loi, Angelo Lorenzi, Elena Montanari, Simone Zenoni e supportato dagli studenti e ricercatori Daniel Aranda, Cecilia Fumagalli, Maria Estefania Gioia, Alessandra Isolan, Federico Marcolini, Mattia Messori, Oreste Sanese, Mattia Tonini.

di Danilo Premoli – Office Observer
 

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